Insegnare ai bambini a riconoscere le emozioni: consigli e attività

21 marzo 2017

Qualche consiglio per aiutare i bambini a riconoscere le emozioni e sviluppare la loro empatia

Uno dei concetti che mi stanno più a cuore, quando si parla della crescita equilibrata e armoniosa dei bambini è quello dell’educazione alle emozioni. Sì, perché i bambini di oggi saranno i bambini di domani – e per questo è importante insegnare loro a riconoscere le emozioni (loro e altrui) fin da piccoli.

Mi rendo conto che si tratta di una tema complesso che, di primo acchito potrebbe spaesare i genitori. Esistono, però, alcune strategie, alcuni metodi, che possono venire incontro, non solo ai genitori stessi, ma anche gli insegnanti che vogliono aiutare i propri alunni a riconoscere le emozioni.

Oggi voglio elencarvene qualcuna, sperando che possa tornarvi utile per aiutare i vostri bambini a sviluppare la loro empatia.

1) Dare un nome alle emozioni

Più i bambini sono piccoli e più tendono a vivere istintivamente le loro emozioni. Quando piangono, ridono o si arrabbiano, lo fanno “di pancia”, perché gli viene naturale farlo come conseguenza di determinati comportamenti. Non hanno la percezione di essere tristi, allegri o arrabbiati, per intenderci.

In questi casi i genitori dovrebbero aiutare i bambini a capire cosa provano, spiegando loro l’emozione associabile a un determinato sfogo. Per esempio, se vedete, che il vostro bambino piange comunicate con lui la vostra interpretazione di quelle lacrime: «Perché sei triste?». Similmente se lo vediamo ridere: «Che bello che sei quando ridi! Come mai sei così allegro?». 

2) Ascoltare il vostro bambino

Per quanto possa sembrare banale, l’ascolto è sempre lo strumento migliore per approcciarsi ai bambini. Soprattutto per educarli alle emozioni.

Un approccio come quello appena descritto, oltre ad essere molto utile per insegnare ai vostri figli a dare un nome alle proprie emozioni, è molto utile anche per fargli comprendere loro che siete in sintonia con loro, che li ascoltate e capite cosa stanno provando.

Così facendo, i bambini non avranno timore di manifestare liberamente le proprie emozioni, perché sanno che ci sarà sempre qualcuno che li ascolterà e li comprenderà. Conseguentemente, impareranno che le emozioni (proprie e degli altri) vanno sempre ascoltate e rispettate.

3) Conoscere le emozioni giocando

Oltre a imparare ad accettare le proprie e le altrui emozioni, a cui sta imparando a dare un nome, è importante che il bambino impari anche a riconoscere negli altri le stesse emozioni.

Per questo scopo potrebbe essere molto utile affidarsi a un semplice gioco:

  • mostrargli delle immagini di volti sorridenti, arrabbiati, in lacrime e via dicendo e chiedere al bambino di riconoscere l’emozione rappresentata nelle immagini.
  • In base all’età del bambino, inoltre, potreste anche leggere dei testi che parlino di determinate emozioni e invitare il bambino a capire di quale emozione si sta parlando.
  • Un’altra attività divertente potrebbe essere quella di giocare ad esprimere gli stati d’animo con delle espressioni facciali, fotografarle e inserire in una sorta di “album fotografico delle emozioni” – con tanto di nome e descrizione dello scatto. Si tratta di un’attività in cui i genitori posso giocare insieme ai bambini, magari mostrando loro per primi un’espressione facciale e invitando i bambini a riprodurla.

Ricordate, a prescindere da quale strategia decidete di applicare è importante insegnare anche come gestirle e rispettarle. Sviluppare la sensibilità empatica dei bambini è il primo passo da compiere nel percorso pedagogico che porta ad una sana crescita e alla maturità dei vostri figli.


Leggi anche Educare i bambini con intelligenza emotiva. Ecco l’utilità dell’approccio

 

 

Autore:

Dott.ssa Miolì Chiung

Responsabile Studio di Psicologia Salem

www.studiosalem.it

About author Dott.ssa Miolì Chiung

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Miolì Chiung, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Nel 2009 fonda lo Studio di Psicologia Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura. Ha approfondito i suoi studi con numerosi master e corsi. Applicatrice Metodo Feuerstein e ottima conoscitrice della testistica psicodiagnostica dell’età evolutiva e adulta. Ama i libri, la cucina ma la sua grande passione è il mare!

 


Immagine tratta da freepik

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