Psicomotricità: giochi e percorsi per il tuo bambino

28 giugno 2016
Perché è importante che il bambino compia percorsi psicomotori? La neuropsicomotricista ci parla della loro importanza per lo sviluppo del bambino, proponendo giochi ed esercizi e spiegandoci il significato di psicomotricità. 

Cos’è la psicomotricità?

La psicomotricità ha lo scopo di valorizzare le qualità motorie, cognitive, comunicative, affettive e sociali del bambino in una prospettiva di sviluppo armonioso nel rispetto della personalità e delle possibilità di ciascuno. Il ruolo centrale è affidato al corpo, che si manifesta con tutto se stesso durante il gioco. La corporeità infatti si esprime attraverso il movimento, la mimica e la gestualità, il tocco, lo sguardo, il tono corporeo e quello della voce.

Attraverso il gioco il bambino può:

  • Acquisire consapevolezza di sé, delle proprie possibilità e debolezze
  • Accrescere la motivazione a migliorare quindi ad apprendere
  • Interiorizzare il senso della regola
  • Comprendere le azioni, le intenzioni e i sentimenti degli altri
  • Organizzare le proprie azioni
  • Superare gli ostacoli gestendo piccole frustrazioni ed emozioni
  • Ignorare eventuali elementi di distrazione
  • Instaurare e mantenere relazioni sociali sviluppando la cooperazione

Questo elenco, a titolo esemplificativo, riguarda l’acquisizione delle abilità indispensabili per stabilire un’adeguata relazione sociale e si potrebbe ampliare integrandolo con le altre aree di sviluppo.

Percorsi di Psicomotricità per il bambino

Ecco alcuni esempi di percorsi di psicomotricità che hanno il fine di attivare il piacere senso-motorio, prerequisito fondamentale perché il bambino sia portato a partecipare attivamente.


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Importante è la motivazione. Per motivare si possono proporre piccole gare e sfide oppure, per calare i bimbi in un ruolo, ci si può aiutare con musiche e canzoni, storielle e filastrocche come questa:

Questa è la storia

della fata Gloria

A tratti forse un po’ birichina,

ma non importa, è una bambina!

Lei si muove di qua e di là,

facendo dispetti, questo lo sa,

a lei piace canticchiare,

far magie e trasformare

tutti i bimbini come lei,

in qualcosa esclamando “tu sei..!”


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Esercizi psicomotori da fare con il bambino

I bambini dovranno imitare (in ordine di difficoltà):

  • Il soldatino: dritto e fermo in piedi
  • Il ponte: il bambino, si flette in avanti mettendo le mani a terra formando il corpo con un ponte
  • La bicicletta: disteso supino flettere le gambe come per andare in bicicletta
  • La farfalla: seduto con le gambe incrociate alza e abbassa lateralmente le braccia
  • La palla: facendo saltello sul posto imitando i rimbalzi della palla
  • La rana: accucciarsi appoggiando le mani a terra con le gambe piegate e saltare in avanti
  • Un compagno, un amico o un familiare: la sua andatura

Preparare un percorso in cui il bambino deve:

  • Rotolare su un tappeto
  • Muoversi a gattoni su dei cuscini morbidi sovrapposti
  • Scavalcare degli ostacoli
  • Passare sotto al tavolo

Il tutto va svolto senza toccare gli oggetti disposti casualmente per terra e raccogliendo delle piccole palline che al termine del percorso dovrà lanciare in un cesto.

Il bambino è altamente recettivo a tutti i segnali che incontrano il suo corpo attraverso i vari sensi: gusto, udito, tatto, olfatto, vista e cinestesia (sensazione data dal movimento). Egli impara a conoscere il mondo memorizzando le sensazioni.

Le sensazioni in tal modo divengono percezioni, acquisiscono significato e possono così guidare il pensiero. Il pensiero si unisce al movimento dando luogo a delle azioni. Ogni azione genera ulteriori informazioni dando vita ad un ciclo continuo di azione-percezione che porta alla conoscenza di sé, del mondo e degli altri.

 

Autore:

Dott.ssa Ilaria Palvarini

Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

www.incontropsicomotorio.it

About author Dott.ssa Ilaria Palvarini

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Ilaria Palvarini nasce a Mantova il 7 giugno 1988. Si diploma al Liceo Artistico e nel 2011 si laurea con lode in “Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva” alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano. Attualmente collabora con diverse entità medico/riabilitative del territorio mantovano. Svolge valutazioni dello sviluppo neuropsicomotorio e si occupa del trattamento di neuropsicomotricità delle difficoltà e dei disturbi di soggetti in età evolutiva (disturbi di apprendimento, ritardo psicomotorio, disprassia, ADHD, autismo, sindromi genetiche e paralisi cerebrali infantili). Conduce incontri e corsi di formazione con insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria e con i genitori, su temi specifici dell’apprendimento e dello sviluppo neurpsicomotorio. Organizza laboratori di attività psicomotoria all’interno del gruppo-classe. È volontaria della Croce Rossa Italiana e nel tempo libero ama leggere, dipingere, uscire con gli amici ma soprattutto viaggiare per conoscere persone, culture, sapori di ogni luogo.

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