Pronunciare male le parole: giochi logopedici per bimbi che parlano velocemente

9 maggio 2017

L’intervento ludico logopedico per aiutare i bambini che non scandiscono bene le parole. Ecco alcuni consigli e divertenti esercizi logopedici

I bambini nascono con la disposizione innata ad acquisire il linguaggio, cioè a dare forma al proprio pensiero. Apprenderanno in un tempo relativamente breve la lingua che usano i propri genitori per comunicare. I bambini utilizzeranno quello stesso codice linguistico, che hanno pian piano compreso, per comunicare a loro volta.

Il linguaggio a 3 anni

A tre anni l’ingresso alla scuola dell’infanzia li proietta verso l’arricchimento del proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze, la socializzazione e l’autonomia. È proprio in questa fase che l’eloquio dei piccoli può presentare anomalie isolate, le quali causano una riduzione della sua intelligibilità.

Ci riferiamo, in generale, a disturbi della fluenza che coinvolgono alcune caratteristiche peculiari del linguaggio orale, quali ritmo e velocità. Possono presentarsi pause eccessive, sforzi del parlare. Quando sono presenti questo tipo di alterazioni il linguaggio perde armonia e musicalità.

Ciò è fisiologico verso i 3 anni, quando il controllo delle produzioni e l’organizzazione logica del pensiero sono ancora immaturi, ma il bambino ha tanto da esprimere, ha bisogno di comunicare.

Il linguaggio a 4 anni

Successivamente, verso i 4 anni, i piccoli padroneggiano il proprio linguaggio, organizzano adeguatamente il proprio pensiero, oramai ricco e articolato, hanno bramosia di conoscere il mondo circostante, capire, fare. Sono ansiosi di comunicare, sono grandi osservatori, possiedono un’intelligenza vivace. In questa fase si osserva un eloquio più fluente, addirittura a volte fin troppo veloce.

Un eloquio accelerato e concitato, senza pause, è definito tachilalia.

Cosa comporta questo linguaggio?

Il rischio in cui incorrono questi bambini è di pronunciare male le parole, omettere sillabe e di rendere il proprio eloquio incomprensibile. L’imprecisione articolatoria compromette la chiarezza delle produzioni vocaliche e consonantiche.

Pronunciare male le parole: Come intervenire

In questo quadro di eloquio accelerato, a cui sono associate difficoltà di pronuncia ad esso secondarie, è opportuno intervenire a livello logopedico attraverso un approccio indiretto e ludico. Il contesto favorevole, infatti, guiderà i bambini verso la scoperta del proprio parlato.

Le abilità che i piccoli dovranno sviluppare sono a carico di tre aree principali:

conoscenza del proprio corpo, in particolar modo del distretto oro facciale, respiro, voce.

È necessario che i bambini conoscano le parti del corpo coinvolte nell’atto del parlare. L’obiettivo è che comprendano come sono fatti e a cosa servono il naso, la bocca e la laringe. Esistono storielle molto carine e divertenti a riguardo.

A me piace presentare queste strutture come una casa, con una porta (le labbra) e le mura (le guance), il soffitto e il tetto (il palato e il naso), e ogni volta, sotto la guida della fantasia dei bambini, la lingua e i denti diventano personaggi (inquilini!) differenti. Talvolta con i bambini più curiosi ci siamo cimentati a costruire qualcosa di simile alla laringe, per osservare ciò che accade quando respiriamo.

È importante che i piccoli comprendano e sperimentino, guidati, le molteplici funzioni orali: respirazione, masticazione, deglutizione, gusto, fonazione. È attraverso il gioco, quindi alla sperimentazione, ai sensi, che si accede consapevolmente alla conoscenza.

Tra tutte le funzioni orali, particolare attenzione è da volgere al respiro, poiché proprio grazie alla corrente aerea espiratoria, che fa vibrare il bordo libero delle corde vocali e le mucose, ha origine la voce.

Come respirare?

Gli esercizi di respirazione

Gli esercizi di respirazione sono numerosi e divertenti. Si potrà far finta di respirare “come un orso in letargo” cioè in posizione supina, rilassato, effettuare veloci e lente inspirazioni ed espirazioni, con il naso e con la bocca.

A tutto ciò segue la fase di conoscenza della propria voce.

Si chiede ai bambini di produrre suoni, ai quali si associano giochi di finzione e di fantasia: l’aereo che vola e ci porta chissà dove (associato al fono [v]), il ronzio della zanzara, etc, prestando attenzione a far articolare correttamente i diversi suoni. Si prosegue producendo le vocali (potrebbe anche essere proposto un percorso inverso, è a discrezione della terapista in base a ciò che osserva, ai dati acquisiti).

Come posizionare le labbra e la lingua?

Esercizi di iper-articolazione

A questo punto si svolgono i cruciali esercizi di iper-articolazione, cioè attività in cui si accentua la posizione delle labbra e della lingua, associati ad una esagerata apertura della bocca. Producendo quindi sillabe, poi parole, si presterà attenzione proprio ad iper-articolare correttamente e ad allungare la durata delle vocali, condizioni necessarie affinché l’eloquio rallenti e possa diventare maggiormente chiaro.

È proprio questo il cuore dell’intervento logopedico in caso di tachilalia, i bambini hanno bisogno di rallentare drasticamente il proprio modo di parlare.

A questo punto del trattamento, esercizi molto utili sono quelli di:

  • lettura labiale: consiste nel produrre parole iper-articolate lentamente, ma senza voce. Chi ci sta di fronte dovrà indovinare la parola che abbiamo articolato;
  • lettura simultanea: lettura che affrontano simultaneamente terapista (a voce bassa, con un ritmo lento) e bambino (a voce alta, rispettando il ritmo e la velocità stabiliti dalla terapista;
  • e drammatizzazione: I bambini possono interpretare diversi personaggi, quindi hanno modo di esprimere vari stati d’animo ed emozioni, modulando la voce. Questo esercizio può svolgersi in compiti di lettura o attraverso il linguaggio spontaneo attraverso la costruzione di dialoghi appartenenti a personaggi inventati.

Sperimentare un eloquio drasticamente opposto al proprio, ricevere feedback positivi, diventare gradualmente consapevoli degli effetti che il proprio modo di parlare ha su chi ci ascolta, sono esperienze che motivano i bambini e li spronano a modificare il proprio eloquio. Se adeguatamente motivati e gratificati da noi adulti, saranno disposti a sostituire il proprio comportamento verbale con quello più corretto e sarà così possibile rendere i cambiamenti duraturi nel tempo, che è la nostra scommessa più grande.


Leggi anche Ritardo del linguaggio? 10 consigli e attività per il tuo bambino

 

Autore:

Giusy Mollo

Logopedista 

www.facebook.giusymollo

About author Dott.ssa Giusy Mollo 

foto_giusy_mollo

Giusy Mollo, classe ’83, mamma di due gemellini di tre anni, logopedista dal 2006. Mi occupo di logopedia in età evolutiva, in particolare di disturbi di linguaggio e DSA. Sono membro dell’equipè multidisciplinare di Valutazione, Diagnosi e Certificazione DSA presso il Centro di Riabilitazione per il quale lavoro, in provincia di Benevento. A luglio 2016 ho conseguito master di I livello in “Autismo e disturbi dello sviluppo: basi teoriche e tecniche d’insegnamento comportamentali” presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

 

 

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All comments (1)
  • Ilaria
    11 maggio 2017 at 17:29

    Ciao, Sapresti consigliarmi qualche libro che tratta questo argomento? Grazie per gli utilissimi spunti in ogni caso! Ilaria

    Reply

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