Pregrafismo nella scuola dell'infanzia: si o no?

11 maggio 2016

Nella scuola dell’infanzia esiste una diatriba fra i sostenitori e gli oppositori del pregrafismo ma cosa è giusto per il bambino? Ecco il nostro punto di vista

Imparare a scrivere è un’attività complessa, per la quale il bambino deve sviluppare delle abilità sia cognitive che manuali, come la capacità di coordinare il movimento degli occhi e delle mani, di impugnare in modo corretto la penna o la matita, di imparare a rispettare i margini del foglio di carta; in altre parole il bambino si imbatte a compiere gesti che prima di allora non aveva sperimentato.

Nella scuola dell’infanzia esiste una diatriba fra i sostenitori e gli oppositori del pregrafismo.

Qual è la definizione di pregrafismo?

Si tratta di esercizi di diversa natura che mirano ad affinare nel bambino una capacità oculo-manuale come base per lo sviluppo della scrittura.

Esistono due filoni di pensiero:

1. Contrari al pregrafismo

Sostenitori della scrittura spontanea ed immediata, contrari al pregrafismo inteso come esercizi di completamento che vanno a limitare la creatività e la fantasia del bambino ma favorevoli ad attività che sviluppano la cosiddetta manualità fine.

Qui di seguito un esempio di attività di pregrafismo:

  • Il gioco Shanghai: consiste nel mettere in un piattino di plastica in modo casuale dei bastoncini, colorati precedentemente di tre colori diversi (es. rosso, blu, giallo). Il bambino dovrà prendere i bastoncini del medesimo colore senza muovere quelli vicini e sottostanti
  • L’assemblaggio di viti, bulloni, chiodini e oggetti combinabili tra loro: lasciare che i bambini diano sfogo alla loro fantasia e assemblino i vari pezzi in maniera autonoma e libera.
  • La pasta da modellare: per sviluppare la manualità fine fate giocare i bambini con la pasta da modellare, facendogli realizzare, ad esempio, delle piccolissime palline: si divertiranno un sacco!
2. Sostenitori del pregrafismo

Di questo gruppo fanno parte tutti quegli insegnanti o educatori che ritengono sia giusto preparare i bambini alla vita dei banchi di scuola, proponendo schede da compilare, come:

  • Disegni da colorare all’interno dei margini
  • Disegni e percorsi da tratteggiare con la matita
  • Percorsi associati a colori
  • Esercizi di completamento delle figure
  • Tratteggio di linee, curve e forme geometriche, ecc.

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In realtà sin dai primi mesi di vita nel bambino è visibile un’abilità di pregrafismo innata, come lo scarabocchio: rappresentazione mentale ed emotiva del bambino. Per tale motivo il pregrafismo risulta essere nient’altro che la traccia della sua esistenza nell’ambiente circostante.

Il bambino prende coscienza sin da subito della sua esistenza e della possibilità di imporla sull’ambiente esterno ed è in questo preciso momento che si sente libero di lasciare le sue prime tracce. I primi segni da lui prodotti gli suscitano un compiacimento tale da far nascere il desiderio di riprodurli, così inizia a scarabocchiare attraverso movimenti imprecisi e larghi. Solo successivamente il bambino comincia a coordinare i suoi movimenti e a perfezionarli.

Lo scarabocchio immediato e spontaneo rappresenta per il bambino un mezzo con il quale manifesta le sue emozioni di gioia, aggressività e paura.

Ecco che saranno evidenti segni di maggiore intensità quando si sentirà aggressivo, curve che si espandono e si modellano in modo dolce e armonioso quando sarà felice e piccoli segni quando avrà paura.

Il pregrafismo è un’abilità che il bambino manifesta fin dai primi mesi di vita e non richiede competenze, in quanto spontanea. Al contrario la scrittura prevede buone capacità di coordinazione visiva e motoria e di un’organizzazione spaziale che il bambino raggiunge verso i 5-6 anni di vita. Se questo è vero la ragione forse sta nel mezzo. Incanalare i bambini della scuola dell’infanzia in percorsi propedeutici alla scrittura risulta essere un’attività utile se vissuta in modo ludico e sereno, ma senza esagerare.


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Non pretendete che i vostri bambini siano piccoli geni e soprattutto non paragonateli ad altri coetanei. Ognuno di noi è unico e se un bambino è più aperto a certe esperienze ce n’è un altro che ha bisogno di tempo. Rousseau diceva:

blockquoteBisogna perdere tempo per guadagnarne

Quello che a volte ci pare come tempo perso è in realtà il modo migliore per favorire i processi di apprendimento e di crescita del bambino.

Cosa fare? Rispettate i suoi tempi senza forzarlo ed utilizzate le schede di prescrittura con molta moderazione, presentandole sempre come gioco.

 

Autore:

Stefania Massafra

Editor di Marshmallow Games

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