La mamma che lavora: c’è molto più di ciò che vedete

8 settembre 2016

Una mamma condivide con noi le preziose sensazioni provate tornando a lavoro dopo la maternità

Gioie e dolori, le mamme indipendenti, quelle che hanno la fortuna di avere un lavoro, lottano con se stesse per essere certe di fare la scelta giusta e non ne sono mai certe nemmeno quando davvero non hanno nulla da rimproverarsi.

Correva l’anno 2013 e mi mancava troppo la mia rigida divisa, l’odore della cromatina sugli anfibi, i capelli raccolti, il trucco appena accennato.

Rimpiangevo i colleghi, i briefing, i litigi, la mia scrivania e le spiritosaggini da caserma.

Così il giorno seguente il compimento del terzo mese della mia stellina ero nuovamente al mio posto. L’entusiasmo iniziale durò ben poco, il mio posto era a casa con lei.

La gelosia di saperla tra le braccia di un’altra donna prese il sopravvento, era quello il mio posto! Avrei dovuto sacrificare la parte più egoista di me concedendomi a mia figlia in maniera esclusiva. Fortunatamente Arianna non ricorda, ma io porterò per sempre nel cuore il più grande errore della mia vita. Il distacco prematuro mi ha aiutata a sentirmi mamma, anche se in modo inadeguato e sottovalutato.

Questo accadeva 3 anni fa, adesso sono fiera di me, perché Arianna mi riempie di orgoglio ed emozioni. Il nostro è un rapporto speciale, siamo unite con il cuore e con la mente anche quando il mio lavoro ci tiene distanti. Prima dell’estate contavo i giorni e le ore che mi separavano dai meritati 36 giorni di ferie. 864 ore per godermi  la mia piccola, nascondendo insieme le divise e lo zainetto dell’asilo… Il coraggio di Arianna dimostrato in undici mesi di scuola finalmente ricompensato da un’estate favolosa. Insieme!

Non abbiamo bisogno di altro, noi, ci siamo l’una per l’altra. Mi perdo nei suoi occhi neri stracolmi di gioia.

Noi due insieme, il vero significato della parola felicità. Amo mia figlia, la amo come nessuno al mondo.


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Autore:

Valentina Resta, mamma di Arianna

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