Intervista ai fratelli maggiori

21 giugno 2016

Cosa si prova ad essere un fratello/sorella maggiore?

Arianna: La cosa principale è un senso di protezione nei confronti del più piccolo ma, subito dopo scatta anche un certo senso di responsabilità.

Rosa: Quando ero molto piccola ed avevo un fratellino di quattro anni più giovane, vivace, dispettoso, irrequieto… a dire il vero ho desiderato tanto di essere figlia unica. Sognavo di non avere alcun fratellino “in mezzo ai piedi” con cui dover condividere la camera ed i giochi, le attenzioni dei genitori, i momenti di privacy.
Crescendo mi son ritrovata con ben due fratelli ed a cambiare idea. Essere una sorella maggiore è una condizione della vita cui non rinuncerei: mi sono sentita e spesso mi sento una seconda mammina ed ho imparato e sperimentato cosa significa preoccuparsi per gli altri e prendersene cura; ho apprezzato il significato ed il valore della condivisione, anche se comporta sacrificio. Ma la cosa più bella è sentire di aver ricevuto un dono dalla vita: due compagni che saranno al mio fianco per sempre.

Flavia: Quando ero piccola mi scocciavo, dovevo sempre fare attenzione a quello che facevo se no mi dicevano che poi mia sorella avrebbe fatto la stessa cosa, poi i miei genitori non erano molto permissivi con me e quando la mia sorellina è un po’ cresciuta lei poteva fare tutto quello che non avevo potuto fare io alla sua età. Questa cosa mi faceva arrabbiare tantissimo ma non c’è stato un giorno in cui non sono stata felice di avere una sorella più piccolina.

Ricordi come te lo hanno detto i tuoi genitori e cosa hai provato?

Arianna: Ricordo molto bene il momento in cui i miei genitori mi dissero che in casa sarebbe arrivata una sorellina. Tornai da scuola e durante il pranzo me lo annunciarono, ricordo che ero felicissima e fui io a decidere il nome da darle. Decisi che si sarebbe chiamata Alessandra.

Rosa: Non ricordo come i miei genitori mi abbiano annunciato la nascita del mio fratellino quando avevo solo quattro anni. So solo che in famiglia, da sempre, circolano “leggende” sulla mia gelosia e sulla mia fatica ad accettare il nuovo arrivato.
Del secondo fratello ho invece un ricordo più nitido, poichè ero già più grande. Ricordo che ci siamo riuniti e che i miei genitori hanno comunicato a me e mio fratello la bella notizia: sarebbe arrivato presto un fratellino o una sorellina!
Io ho sperato tanto che fosse una femmina e passavo i giorni a cercare sul calendario un nome da proporre alla mia mamma.
Invece è nato un maschio. Ma mi ha comunque conquistata da subito.
Qualche tempo dopo la sua nascita, un’altra notizia: il mio fratellino aveva una disabilità intellettiva, però era in salute, sereno e bellissimo.
Non nascondo di aver provato diverse emozioni, anche contrastanti, ma ho da subito provato soprattutto un grande amore nei suoi confronti, che lui ha da subito ricambiato in pieno.

Flavia: Avevo quasi sei anni ma non ricordo il momento in cui me lo hanno detto; ricordo piuttosto il giorno in cui è nata.
I miei genitori hanno sempre detto che ho scelto io il suo nome e questa cosa mi ha sempre riempita d’orgoglio, mi sentivo contenta, fiera di potermi occupare di lei, io ho sempre avuto un forte istinto materno e finalmente potevo usarlo per aiutare lei e la mia mamma.

Quali responsabilità senti di avere verso tuo fratello/sorella?

Arianna: Sento che devo adoperarmi per far si che lei possa stare sempre nel migliore dei modi possibile, voglio che sia felice, che si senta realizzata e che stia bene. Lei sa che può contare sempre su di me.

Rosa: Più che responsabilità nei confronti dei miei fratelli, ciò che io sento è la necessità di essere al loro fianco – oggi e nel futuro – nelle sfide che ognuno di loro dovrà affrontare nel corso della vita.
Sfide che saranno diverse per l’uno e per l’altro, ovviamente.
So, in un modo naturale, quasi innato, che correrò sempre in loro soccorso quando avranno bisogno di me e che ci sarò anche senza bisogno delle emergenze, nei momenti belli ed in quelli meno belli, per tutta la mia vita.

Flavia: Ora che siamo grandi non sento più di avere delle responsabilità nei suoi confronti, ma quando ero piccola sentivo di dover fare costantemente la cosa giusta così da lasciarle il migliore esempio (per quanto possa essere possibile) di vita… beh, non so se ci sono riuscita veramente, però quando vedo che mi viene a chiedere dei consigli o che si confida con me quando si sente giù mi fa pensare che qualcosina di buono l’ho fatto. Spero di essere per lei sempre la prima persona su cui pensa di poter fare affidamento.

Com’ è cambiato il vostro rapporto negli anni?

Arianna: Il nostro non è sempre stato un bel rapporto, quando eravamo molto piccoli litigavamo spesso e i quattro anni di differenza si facevano sentire parecchio, con il tempo però è migliorato sempre di più, io ho fatto tante esperienze e mi sento più matura per poterla aiutare e consigliare.

Rosa: Il rapporto tra me e i miei fratelli è cresciuto insieme a noi, nel tempo.
Con il più grande, dopo la fase dell’infanzia e dell’adolescenza – non proprio serena – il rapporto è maturato. Quando ne abbiamo la possibilità passiamo molto tempo insieme, anche con i rispettivi compagni, ed abbiamo un bellissimo rapporto.
Con il più piccolo, il rapporto è sempre stato un pò diverso: sia per la sua disabilità, che per la differenza di età, ma anche per la nostra compatibilità caratteriale. Non abbiamo avuto i tipici conflitti tra fratelli, siamo sempre andati d’accordo e siamo particolarmente affini. Anche con lui, passo tutto il tempo che posso, che purtroppo non è mai abbastanza.

Flavia: Fino a che non sono andata via di casa il nostro rapporto è sempre stato molto conflittuale, tante gelosie, zero interessi in comune e poi abbiamo due caratterini niente male, due testardone! Andando via di casa sono venuti meno tutti quei conflitti interni e abbiamo iniziato a godere di più del tempo che passiamo insieme, io ho imparato ad ascoltarla di più e forse lei a fidarsi di più di me. Ora mi piace, è un rapporto più maturo.

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