Fratelli maggiori: cosa provano e il loro senso di responsabilità

21 giugno 2016

Quante volte avete sentito dire o avete detto ai vostri piccoli: “povero, è piccolino, lascialo stare!”, “ora che hai un fratellino devi insegnargli tu le cose”, oppure “ora che c’è un bimbo piccolo devi aiutare mamma e papà”.

Vi siete mai chiesti cosa passa invece nella testa dei vostri bimbi?

Lo so, lo so, voi li vedete più aggressivi, sentite che vi dicono cose del tipo “ecco, ora che è arrivato lui non mi vuoi più bene!” e queste cose vi stringono il cuore e lo stomaco, fino a farvi sentire una morsa così forte da farvi uscire una piccola lacrima di dispiacere, che piano piano scendendo vi lascia una brutta sensazione di impotenza, ma state tranquilli: non dovete preoccuparvi di questo, sono solo le normali fasi della crescita di un fratello maggiore.

Gelosia

La gelosia è un sentimento praticamente inevitabile, il bambino più grande passa dal sentirsi il figlio “preferito”, l’unico bambino che fino a quel momento ha avuto mamma e papà solo per sé a farsi una domanda: “perchè se i miei genitori mi amano così tanto hanno deciso di fare un altro fratellino?” (cosa che penseranno anche se saranno loro a chiedervi di avere un fratellino).

Paura e insicurezza

Con l’arrivo di un fratellino il bambino più grande può sentirsi messo da parte e sostituito dal nuovo arrivato, provando paura e insicurezza che lo inducono a pensare di non essere amato e considerato al pari di qualcun altro.
In questo periodo particolare il bambino ha bisogno di essere tranquillizzato non di essere punito, cosa che, al contrario, non farebbe altro che confermare in lui l’idea di non essere amato.

Responsabilità

Non preoccupatevi per i litigi tra fratelli, quelli sono scontati e inevitabili, è praticamente impossibile che in casa ci siano dei bambini che vanno completamente d’accordo senza mai litigare.
Tutto passa, i bambini maturano e diventano uomini/donna imparando le responsabilità che comporta questo ruolo e imparando a riconoscere che i vostri atteggiamenti con loro sono diversi rispetto a quelli che avete con i più piccoli, ma carichi dello stesso amore.

Così proprio per mostrarvi che con il tempo tutto cambia e tutto si assesta abbiamo chiesto ad alcuni amici (i nomi sono del tutto casuali) di rispondere ad alcune domande sul loro rapporto con i loro fratellini/sorelline minori.


Per leggere l’intera intervista: Intervista ai fratelli più grandi

Qui di seguito le risposte di uno di loro

Cosa si prova ad essere un fratello/sorella maggiore?

Arianna: La cosa principale è un senso di protezione nei confronti del più piccolo ma, subito dopo scatta anche un certo senso di responsabilità.

Ricordi come te lo hanno detto i tuoi genitori e cosa hai provato?

Arianna: Ricordo molto bene il momento in cui i miei genitori mi dissero che in casa sarebbe arrivata una sorellina. Tornai da scuola e durante il pranzo me l’annunciarono, ricordo che ero felicissima e fui io a decidere il nome da darle. Decisi che si sarebbe chiamata Alessandra.

Quali responsabilità senti di avere verso tuo fratello/sorella?

Arianna: Sento che devo adoperarmi per far si che lei possa stare sempre nel migliore dei modi possibile, voglio che sia felice, che si senta realizzata e che stia bene. Lei sa che può contare sempre su di me.

Com’ è cambiato il vostro rapporto negli anni?

Arianna: Il nostro non è sempre stato un bel rapporto, quando eravamo molto piccoli litigavamo spesso e i quattro anni di differenza si facevano sentire parecchio, con il tempo però è migliorato sempre di più, io ho fatto tante esperienze e mi sento più matura per poterla aiutare e consigliare.

 

Anche un bambino che fa i dispetti al proprio fratellino o che fa troppi capricci e sembra non accettare la presenza di un piccolo “rivale” col tempo e la nostra pazienza accetterà il nuovo arrivato. Non c’è da temere, solo da attendere, perché ogni relazione deve fare il suo percorso.

Le esperienze riportate dimostrano che nonostante il ruolo di responsabilità dei fratelli maggiori e delle “piccole ingiustizie” da sopportare (come i litigi, la privacy inesistente e le colpe ingiustificate) ci si sente come dei piccoli angeli custodi, in grado di vegliare sulla sicurezza e sul benessere del proprio fratello/sorella e si acquista la consapevolezza che avere un fratello è il miglior legame con il passato, con il presente ed è colui che più probabilmente si prenderà cura di te in futuro.

 

Dott.ssa Francesca Picchi

Mamma e Psicologa

Fondatrice di Attenta-Mente

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