Fare regali ai bambini per la pagella: sì o no?

20 giugno 2016

Nel periodo di consegna delle pagelle torna puntualmente un dubbio importante, ossia quello riguardante il regalo. Farlo o non farlo? Ovviamente si tratta di una domanda che mi viene posta con frequenza dai genitori, che magari hanno visto i figli vivere dei periodi non propriamente facili nel corso dell’anno, spesso superati nel migliore dei modi.

Una risposta generale non esiste, in quanto l’approccio alla scuola rappresenta un aspetto strettamente personale. Ai genitori che mi chiedono suggerimenti riguardanti i regali dopo le pagelle consiglio di premiare prima di tutto l’impegno.

A scuola i voti sono necessari, ma è opportuno non considerarli l’unico indicatore del valore del bambino – questo vuol dire, per esempio, che è bene evitare di fare i paragoni con i risultati dei compagni – perché altrimenti si finisce con lo svilire la sua autostima.


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Quindi, se il bambino durante l’anno si è impegnato e se è riuscito a migliorare la situazione anche senza raggiungere i voti massimi, il regalo può rappresentare una soluzione molto valida per ricordare la rilevanza che ha il fatto di applicarsi ogni giorno per il raggiungimento di uno specifico obiettivo.

Di fronte a debiti o voti particolarmente bassi, anche se l’impegno non è stato carente (in tal caso è bene sanzionare), è opportuno fermarsi a riflettere e, senza lasciarsi prendere dall’ira e senza ferire la sensibilità dei figli, aiutarli a capire che c’è un problema e che è necessario comprendere le cause che lo hanno determinato.

In questo modo li si aiuta a sviluppare quel senso di responsabilità che avrà un ruolo sempre più centrale con il passare degli anni scolastici e che diventerà fondamentale nel mondo del lavoro. In tali circostanze è quindi consigliabile non fare il regalo, in quanto il rischio di una scelta diversa è quello di banalizzare il premio legato a un impegno particolarmente lodevole e al raggiungimento di buoni risultati.

La concretizzazione di questi consigli deve avere alla base un controllo costante durante l’anno. Non è mai giusto sottovalutare l’importanza dei risultati scolastici del proprio figlio, anche quando è all’inizio del percorso di scolarizzazione.

Nei primi anni si costruiscono infatti le fondamenta per un approccio positivo allo studio ed è possibile intervenire trattando eventuali disturbi dell’apprendimento che, se scoperti più tardi, possono influenzare l’atteggiamento nei confronti della scuola e, cosa anche peggiore, l’autostima dell’adolescente, che si sente inferiore rispetto ai suoi compagni e quindi non si preoccupa minimamente di impegnarsi per raggiungere risultati positivi.

 

Dott.ssa Miolì Chiung

Responsabile Studio di Psicologia Salem

www.studiosalem.it

 


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