Essere figli unici: limite o risorsa per la crescita del bambino?

15 novembre 2016

Nel contesto italiano i figli unici non sono più un eccezione ma rappresentano una situazione che accomuna molti sistemi familiari ma come si sentono i figli unici?

Oggi le famiglie con un solo figlio rappresentano una situazione molto frequente. Per motivi che vanno dall’età alle questioni di gestione economica, è infatti sempre più difficile avere una famiglia numerosa. Tale cambiamento sociale corrisponde a un aumento delle preoccupazioni da parte dei genitori che, in tanti casi, si chiedono fino a che punto essere figli unici possa rappresentare un ostacolo per la crescita del bambino. Di palese c’è che il figlio unico, a differenza di chi invece ha almeno un fratello, può soffrire maggiormente il processo di emancipazione dalla famiglia.

Spetta ai genitori impegnarsi ogni giorno per dare al figlio la maggiore autonomia possibile e per fare sì che viva il processo di distacco dalla famiglia non come qualcosa di traumatico ma come un percorso naturale. Un altro aspetto molto importante per aiutare i figli unici a non vivere come un limite la loro condizione consiste nell’aiutarli a interagire con gli altri bambini.


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Solo così hanno infatti la possibilità di scongiurare una conseguenza molto comune dell’essere figli unici, ossia la paura dei conflitti e l’idealizzazione dei rapporti con i fratelli. Gli amici non possono essere visti come dei veri e propri sostituti dei fratelli ma come dei riferimenti utili per consolidare la propria individualità e per imparare a muoversi nel mondo, affrontandone tutti gli ostacoli, senza la presenza costante della famiglia.

I genitori di figli unici dovrebbero quindi invitare i bambini, fin dai primissimi anni, a vivere in maniera serena i rapporti con i coetanei, tutto questo evitando di caricarli di aspettative. Il rischio di questo approccio è infatti quello di crescere dei piccoli adulti, dei bambini che, fin dai primissimi anni dell’infanzia, si sentono addosso delle responsabilità che non appartengono loro e che possono ostacolare la serenità nei rapporti con gli amici.

Non è facile il compito dei genitori di figli unici: bisogna sempre essere sempre pronti a bilanciare i comportamenti e a creare un ambiente che aiuti il bambino a non esagerare né con i comportamenti regressivi, né con l’eccessiva responsabilizzazione.

Se si tiene sempre a mente questo consiglio, crescere un bambino come figlio unico può diventare un percorso ricco di risorse, durante il quale il piccolo ha la possibilità di scoprirsi in maniera completa come individuo e di apprezzare a pieno sia il valore dei rapporti con i coetanei, sia la complicità con i genitori.


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Autore:

Dott.ssa Miolì Chiung

Responsabile Studio di Psicologia Salem

www.studiosalem.it

About author Dott.ssa Miolì Chiung

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Miolì Chiung, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Nel 2009 fonda lo Studio di Psicologia Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura. Ha approfondito i suoi studi con numerosi master e corsi. Applicatrice Metodo Feuerstein e ottima conoscitrice della testistica psicodiagnostica dell’età evolutiva e adulta. Ama i libri, la cucina ma la sua grande passione è il mare!

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