Come scegliere lo sport per i bimbi: 3 buoni consigli

7 settembre 2016

Inizia un nuovo anno scolastico e con esso la scelta di una attività extrascolastica da scegliere per il bambino. Ecco 3 punti da considerare

Sono finite le vacanze estive e insieme alla scuola iniziano anche le varie annate sportive. I genitori dei bambini che si affacciano per primi al mondo dello sport si chiedono: Quale attività sportiva è giusta per il mio bambino?, Meglio la società di fianco a casa o quella al paese vicino?

Ecco qualche semplice consiglio:

La volontà del bambino

Sì, i punti sono volutamente disposti in ordine d’importanza: la volontà del bambino ha sempre la precedenza.

Avvicinare un bambino al calcio solamente perché il papà è stato un calciatore mancato non è definibile propriamente come un’idea brillante, anzi, le volontà e le speranze del genitore in questo caso dovrebbero essere lasciate immediatamente da parte.

Così come pensare che una bambina debba fare assolutamente danza perché ritenuto lo sport per eccellenza del sesso femminile. Non è così. In realtà il mondo è pieno di bambine interessate al calcio ma destinate alla ginnastica artistica e bambini che vorrebbero fare arrampicata ma che si trovano, quasi senza saperlo, a calcare i campi da basket.

L’estate sta finendo e proprio in questo periodo tutte le società sportive organizzano Open Day per permettere di provare diversi sport, senza obblighi di pre-iscrizioni o caparre. È così che il nostro bambino si divertirà molto a provare i vari sport presenti sul territorio e, sicuramente, saprà scegliere quale lo diverte di più. Ovviamente non preoccupatevi, si è sempre in tempo per cambiare.

L’ambiente

Subito dopo la volontà del bambino è posto l’ambiente presso il quale iscriverlo ad un’attività sportiva.
Ciò non comporta l’obbligo di strutture all’avanguardia, palestre fantastiche e campi da professionismo: per ambiente s’intende tutto ciò che si muove intorno all’attività stessa del bambino.

Si parla quindi di professionalità, cortesia, pulizia e tutto ciò che permetterebbe al bambino di avere un’esperienza positiva ogni volta che prende parte all’attività sportiva.

Il nostro bambino non deve essere visto dalla società unicamente come un ricavo economico ma come una risorsa su cui investire. La società deve avere bene a mente un progetto a lungo termine, strutturato, chiaro e coinvolgente, si rischia altrimenti di andare incontro ad incomprensioni tra genitori e società le quali a lungo andare possono portare ad un allontanamento volontario della famiglia.

Le competenze

È necessario valutare sempre le competenze degli istruttori presenti presso la società sportiva.

Molte società negli ultimi anni si affidano a volontari e/o ex giocatori/atleti per gestire i gruppi di bambini che s’inseriscono per la prima volta nello sport, destinando investimenti e tecnici preparati per le prime squadre o gli atleti più adulti.

Certo, si tratta di progettazione societaria e organizzazione della distribuzione dei fondi, ma tutto questo non è accettabile.
Gli Istruttori che hanno a che fare con i bambini assumono il ruolo di educatori, e come tale, occorre che abbiano competenze e conoscenze precise, sia dal punto di vista educativo che dal punto di vista della crescita fisica del bambino che andranno a seguire.
I volontari sono sempre ben accetti nei lavori di assistenza del tecnico e di gestione organizzativa, ma non di certo come figura di riferimento per i bambini.

Questi sono tre suggerimenti che vi consigliamo di prendere in considerazione per la scelta dello sport per il vostro bambino ma ricordate la sua volontà e il suo benessere devono sempre essere messi in primo piano al fine di un percorso sportivo sereno, felice e che porti a buoni risultati.


Leggi anche Sport e bambini: come prevenire il drop-out

 

Autore:

Andrea Pezzoli

Educatore sportivo e Blogger di Sport&Smile

About author Andrea Pezzoli

Mi chiamo Andrea, ho 26 anni e lavoro a stretto contatto con i bambini tutti i giorni: a scuola, nelle attività sportive di gruppo e in alcuni casi in sedute di educazione motoria personalizzate.Ho due lauree (triennale di Scienze Motorie all’Università Statale di Milano e Magistrale in Attività motoria preventiva ed adattata all’Università Cattolica di Milano), una serie infinita di corsi di specializzazione (Tutoring psicoeducativo per bambini ADHD e DSA), gestisco un blog di divulgazione sul mondo dello sport per i bambini, ma sopratutto ho una forte convinzione in quello che faccio.

In cosa credo? Credo che i bambini possano ancora imparare divertendosi, ma sopratutto divertirsi ad imparare. Un concetto sfuggito alla maggior parte degli ‘educatori istruttori’, che puntano così ostinatamente a risultati immediati.

Il lavoro dei bambini è quello di giocare, ed è un lavoro serio che va rispettato; la ricerca del risultato, della vittoria e della prestazione perfetta sono traguardi da raggiungere in seguito.

Il divertimento e la gioia sono i principali acceleratori di motivazione, che con una buona autostima formano le fondamenta per qualunque tipo di apprendimento. A noi adulti la responsabilità e il compito di non dimenticarlo!

Scrivi un commento
Il valore positivo e negativo dei voti scolasticiLa mamma che lavora: c’è molto più di ciò che vedete

Scrivi il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

COSA FACCIAMO
Marshmallow Games crea app educative per bambini e ragazzi, per una nuova entusiasmante esperienza di apprendimento! Scopri di più su www.marshmallow-games.com
Scarica Hexaparty!
Scarica Hexaparty!
Nuovi di zecca!
I più amati