Come scegliere le app per i nostri bambini: consigli di un esperto

14 marzo 2016

I consigli di un esperto su come scegliere le app per bambini. Intervista a Roberta Franceschetti, esperta sui contenuti digitali da proporre ai bambini

Siete genitori dei cosiddetti nativi digitali?

Vi sentite dire molte volte al giorno “papà posso giocare con il tuo telefono”?

Provate un certo senso di colpa perché non siete sicuri che le app che avete scaricato per i vostri figli siano sicure? Tranquilli, non siete i soli.

In questo momento storico in cui la tecnologia sta letteralmente invadendo la vita di tutti i giorni non serve preoccuparsi, piuttosto è utile informarsi per essere in grado di domare questa invasione e indirizzare i nostri figli verso un corretto uso dei dispositivi mobili.

Qui troverete alcuni consigli su come scegliere le app per bambini

 Abbiamo intervistato Roberta Franceschetti, editrice, recensionista e fondatrice di Mamamò.it, un famoso blog che da anni accompagna con professionalità ed obiettività i genitori nella scelta dei giusti contenuti digitali da proporre ai loro bambini.

Roberta, grazie al tuo lavoro scopri ogni giorno app nuove. Ci sono davvero app di qualità? Che percentuale di app della categoria bambini può definirsi tale?

Una percentuale piccola, purtroppo, nel senso che il numero di applicazioni presenti sugli store è altissimo, perché non ci sono filtri, ci sono app autopubblicate senza gli standard di qualità che dovrebbero avere, per cui ci sono anche molte applicazioni zombie, cioè app che gli utenti non scaricano più.

Per quanto riguarda la dimensione educativa non esiste di fatto un sistema di validazione dei contenuti: chi decide che un contenuto è educativo è sempre lo sviluppatore. A volte c’è la validazione da parte di qualche professionista che viene coinvolto come consulente per supervisionare l’applicazione, ma non è sempre detto, quindi anche quello è un punto aperto nel processo di cura, di selezione e di categorizzazione dei contenuti.

Quando un genitore si affaccia sullo store e vede un prodotto proposto come educativo dovrebbe cercare di capire se qualcuno ha validato gli aspetti educativi di quel prodotto. Per i bambini molto piccoli il gioco stesso è educativo, un gioco bello può essere educativo senza che sia necessario che insegni i prerequisiti dell’alfabetizzazione.

Cosa ne pensi delle piattaforme di contenuti per bambini?

Penso che possano essere uno strumento utile perché hanno una funzione di parental control già inclusa, quindi sono ambienti chiusi che danno maggior sicurezza all’adulto, soprattutto quando abbiamo a che fare con bambini molto piccoli: io do il tablet a mio figlio, sono sicura che rimarrà in quell’ambiente e non potrà andare online e non verrà esposto a contenuti inappropriati.

Questo vale soprattutto per genitori che non hanno grande dimestichezza con i dispositivi digitali e non sanno che ci sono filtri di parental control anche sul loro dispositivo, che può essere utilizzato senza dover ricorrere ad una piattaforma ad hoc. Possono essere utili, quindi, ma il loro punto debole è che possono avere un’offerta di contenuti limitata, perché non contengono tutti i prodotti che sono sullo store. 

Sugli store ci sono app di marchi molto famosi nel campo dell’entertainment come Disney, Fisher Price, LEGO e marchi invece solo legati alle app. Tu quale consigli?

Spesso i grandi marchi si affidano a loro volta a piccoli sviluppatori per realizzare le app, non le fanno in casa perché spesso non hanno all’interno le competenze e i profili professionali per produrre contenuti di qualità, tradizionalmente non sono editori digitali.

Con Disney il discorso è diverso, perché è un colosso e anche quando fa contenuti digitali li fa con una grandissima cura dal punto di vista tecnico e anche con una grande esperienza. È chiaro che possono esserci contenuti più riusciti e più educativi, ma quello che accade con questi grandi marchi è che si ha la sicurezza che ci sono app tecnicamente di un certo livello.

Secondo te i prezzi delle app sono sempre rapportati alla loro qualità? Come si fa a capire se un’app vale davvero la pena acquistarla?

In generale secondo me i prezzi delle app sono bassi, specie se li paragoniamo ai libri. È vero che non devono essere stampati, però è vero anche che se per un libro un genitore è disposto a pagare anche 20 euro, per un’applicazione in cui ci sono tutti i diritti d’autore, magari delle bellissime illustrazioni, tutto un lavoro multimediale, che in un libro non c’è, anche un costo di 4,99 è ritenuto eccessivo.

Si dovrebbe “educare” i genitori a pagare per contenuti ben fatti, anche se si tratta di contenuti digitali. È una cosa che i videogiochi sono riusciti a fare, perché lì c’è chi è disposto a pagare molto per un titolo, è vero che sono delle mega produzioni e che è un mercato completamente diverso, ma nel momento in cui lo stesso gioco va sullo store delle app, da 30 euro ne costerebbe 5. Sono pochissimi gli sviluppatori che riescono a farsi pagare le app anche 10 euro. Secondo me le app di qualità dovrebbero essere pagate di più, dovrebbe esserci un sistema che premia le app ben fatte, ma non siamo ancora culturalmente pronti per questo.

Quindi qual è il metodo migliore per cercare l’app giusta? Store, review o passaparola?

I genitori innanzitutto devono informarsi e non fermarsi alle app più note e più conosciute. Devono, soprattutto, non fermarsi a quelle che scelgono i bambini. Spesso i bambini scelgono da soli le app perché imparano presto a navigare e consultare da soli gli store. I genitori dovrebbero proporre ai bambini una varietà di contenuti di buona qualità e per farlo, come quando si sceglie un libro o un giocattolo, non bisogna fermarsi a quello che viene pubblicizzato in tv, ci si può informare sui siti come Mamamò o sullo stesso store che mette in evidenza applicazioni di qualità.

Un po’ meno utile è la stampa, in questo caso, perché è ancora un argomento lasciato in secondo piano: la stampa tradizionale spesso si sofferma sui pericoli più che sulla qualità dei contenuti digitali per bambini. 

Il vostro sito fa recensioni di app, molti siti lo fanno a pagamento e hanno un vero e proprio listino prezzi pubblicato sul sito. Quanto sono affidabili?

Questa è una questione spinosa. Il mondo anglosassone funziona diversamente da quello italiano, noi di Mamamò dichiariamo apertamente che le nostre review non sono in vendita, noi al massimo vendiamo spazi pubblicitari o dei post a pagamento che sono una cosa indipendente dalle recensioni, un po’ come dovrebbe funzionare la stampa tradizionale, che ha una redazione indipendente e un servizio pubblicitario separato. I siti anglosassoni spesso fanno recensioni a pagamento, la cosa paradossale però è che non è detto che se paghi tu riesca ad avere una recensione positiva.

 

Intervista a Roberta Franceschetti

Fondatrice di Mamamò.it

Per conoscere meglio il lavoro di Roberta potete visitare il sito www.mamamo.it o la sua pagina facebook https://www.facebook.com/mamamo.it.

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