Come imparare a capire il tuo bambino: tre preziosi consigli

17 febbraio 2016

Tre consigli per comprendere i segnali che i bambini lanciano agli adulti  

I bambini, qualsiasi età abbiano, vogliono sempre la stessa cosa dai genitori: essere capiti.

Come possiamo capire i nostri figli? Le emozioni sono dotate di una forza dirompente che può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, per esempio paralizzando la nostra capacità di agire o di decidere lucidamente. Se adeguatamente gestite, possono però regalarci una marcia in più aiutandoci a capire, a farci capire dalle persone con cui stiamo comunicando e a reagire meglio agli stimoli provenienti dall’ambiente.

E’ facile capire i nostri figli quando sono loro stessi a dirci cosa vogliono, e sembra tutto più difficile, invece, quando ancora non riescono a farlo. Qui potete trovare tre preziosi consigli per comprendere le emozioni dei vostri bambini anche quando non sono loro stessi ad esprimerle chiaramente.

1. Osserva te stesso

Una corretta osservazione dei propri stati d’animo fa si che si possano meglio comprendere gli stati d’animo altrui. Se sei molto nervoso (per il lavoro, perché hai discusso con qualcuno, ecc) potresti vedere tuo figlio come “nervoso”. Fermati e rifletti, forse lui sta cercando di attirare la tua attenzione, piangere e fare un apparente capriccio è l’unico mezzo che ha a disposizione per farsi sentire.

2. Osserva tuo figlio

La chiave per comprendere i sentimenti e le emozioni altrui consiste nella capacità di leggere i messaggi che vengono manifestati da una comunicazione non verbale. I bambini, soprattutto se molto piccoli, non riescono a verbalizzare le proprie emozioni che, spesso, vengono espresse attraverso dei segni, quali il tono della voce, i gesti o altri canali non verbali, che possiedono codici specifici in grado di trasmettere agli altri stati d’animo ed emozioni. L’osservazione di sé permette una consapevolezza equilibrata di sentimenti, siano essi positivi o negativi.

3. Sii empatico

Per un bambino è fondamentale sapere che le sue emozioni incontrano l’empatia dell’altro e che sono accettate e ricambiate mediante un processo chiamato “sintonizzazione”. Dopo gli otto mesi di vita il bambino sviluppa la percezione che gli altri possono e vogliono condividere con lui i suoi stessi sentimenti. L’empatia si basa proprio sull’autoconsapevolezza, ovvero, più siamo aperti verso le nostre emozioni, tanto più saremo abili anche a leggere quelle degli altri, a farle nostre e a comprendere gli stati d’animo altrui.

 

Migliorando la comunicazione non verbale con i nostri figli miglioreremo la qualità della nostra e della loro vita, creando le basi per un legame ancora più intimo e profondo.

 

Dott.ssa Francesca Picchi

Mamma e Psicologa

Fondatrice di Attenta-Mente

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