Come farsi ubbidire dai bambini: premi e gratificazioni

19 dicembre 2016

Uno dei problemi più grandi dei genitori riguarda la difficoltà nel farsi ubbidire dai bambini. Si tratta di un problema comune a molte famiglie oggi ed è dovuto in particolare alla difficoltà di dare corpo a un progetto educativo. Una vita piena di impegni e di scadenze come quella che conduciamo oggi rende infatti difficile il fatto di soffermarsi sugli obiettivi da raggiungere quando ci si rapporta ai figli e sull’influenza che possono avere determinati comportamenti. Dedicare un po’ di tempo a tutto questo è però fondamentale e aiuta tantissimo a trovare l’approccio giusto per farsi ubbidire.

Come farsi ubbidire, ecco qualche consiglio

  • L’importanza della coesione: il primo suggerimento pratico da tenere presente per farsi ubbidire dai bambini riguarda la coesione. Le regole devono essere condivise dai due genitori.
  • Chiarezza sempre: le regole devono essere chiare e semplici. Senza l’attenzione a questo aspetto è molto difficile che il bambino riesca ad ubbidire.
  • No all’ironia: quando si tratta di avviare il bambino all’ubbidienza è essenziale non prendersi gioco della sua intelligenza. Frasi come “Ah non hai ancora riordinato la camera? Pensi sia troppo difficile?” sono solo un modo per minare la sua autostima.

Strategie

Dopo questi consigli è bene ricordare che una strategia utile per insegnare al bambino a ubbidire è quello di puntare sulla gratificazione, ottimo incentivo per i comportamenti futuri. In questo caso funzionano molto le parole di elogio, che devono essere immediate e chiare. Scegliere di dare premi concreti – per esempio comprare un giocattolo quando il bambino risponde in maniera positiva alla richiesta di riordinare la camera – non è la strategia giusta. Fondamentale è che il bimbo di età compresa tra i 3 e i 10 anni sappia che rispettare certe regole è un suo dovere e che farlo comporta una risposta positiva da parte degli adulti.

Token Economy

Un valido approccio è anche quello rappresentato dalla token economy, una strategia che mira a premiare i comportamenti “giusti”, invece di punire quelli sbagliati, tramite l’elargizione di piccole ricompense ogni volta che il bambino si comporta secondo le regole. Anche se, inizialmente, è stata pensata per bambini con deficit dell’attenzione, questa “tecnica a gettoni”, fatta di bollini e “smile” è molto valida anche per i bambini della scuola d’infanzia e primaria.

E’ una strategia che prevede delle piccole ricompense, come appunto dei semplici sorrisi (create dei gettoni con degli smile), ogni qualvolta il bambino si comporta correttamente rispetto a delle regole che sono state concordate con il genitore. Quando i gettoni raggiungono il numero stabilito, il bambino potrà ricevere un piccolo premio.


Per saperne di più su la “token economy” (clicca qui), articolo di Studio di Psicologia Salem

Infatti è bene tenere sempre a mente l’importanza di gratificare i piccoli progressi: se si ha a che fare con un bambino che tende a comportarsi in maniera oppositiva, anche se i suoi atteggiamenti sono fonte di stress, è bene fare attenzione a ogni piccolo cambiamento ed elogiarlo.

Il sistema di gratificazioni funziona meglio quando si parla di insegnare ai bambini a ubbidire in quanto, a differenza di quanto accade con le punizioni, non c’è il rischio che il bimbo sia preso da frustrazione e abbattimento. Perché funzioni è fondamentale adottarlo fin dai primi anni di vita, quando una risposta positiva da parte dei genitori può fare la differenza sull’umore del piccolo.


 Leggi anche Come educare i bambini all’ascolto e all’attenzione: consigli ed esercizi

Autore:

Dott.ssa Miolì Chiung

Responsabile Studio di Psicologia Salem

www.studiosalem.it

About author Dott.ssa Miolì Chiung

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Miolì Chiung, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Nel 2009 fonda lo Studio di Psicologia Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura. Ha approfondito i suoi studi con numerosi master e corsi. Applicatrice Metodo Feuerstein e ottima conoscitrice della testistica psicodiagnostica dell’età evolutiva e adulta. Ama i libri, la cucina ma la sua grande passione è il mare!

 

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