Come comunicare con i bambini perchè ti ascoltino

29 giugno 2016

Le parole e l’atteggiamento vanno scelte accuratamente per capire come comunicare con i bambini affinché possano ascoltare ed ubbidire. Ecco alcune preziose regole di comunicazione.

“Non si può non comunicare”, questo è il primo assioma della comunicazione. Noi esseri umani comunichiamo non solo con la parola ma ogni comportamento, atteggiamento ha valore di messaggio e di influenza sugli altri.

Spesso accade, che pur comunicando, i messaggi non vengono recepiti secondo le nostre aspettative e questo accade in particolar modo con i bambini, i quali sono estremamente attratti da tutto ciò che gli si dice di non fare ed è proibito ottenendo un effetto boomerang. Allora come comunicare con i bambini? Cosa fare per farsi ascoltare? Certe parole possono essere più efficaci di altre?

Piccole regole su come comunicare con i bambini

1) Ritorna ad essere e a pensare come un bambino

Questa è la prima regola se si vuole creare un rapporto vincente con il proprio figlio. Dovete essere e pensare come loro, accogliere le loro sfide, ascoltarli e riflettere su ogni parola che vorrete pronunciare. I bambini non vi daranno retta e non si confronteranno apertamente se pretendete di rimanere su due pianeti lontani!

Ricordate che i bambini si trovano catapultati in un mondo in cui devono imparare ed apprendere cose per noi semplici e scontate come parlare, camminare, leggere l’ora, allacciarsi le scarpe.

Eppure ci riescono egregiamente divertendosi e giocando. In questo caso sarete voi ad imitarli.

2) Rendi positiva la comunicazione

Formulate le frasi in positivo, senza puntualizzare cosa non deve fare. Si è soliti dire “Non fare…” quando un bambino sta facendo qualcosa che non ci piace o di pericoloso.

Se pensate che stia per cadere e dite: “Attento, puoi cadere!” In questo modo la sua attenzione andrà su quello che gli state chiedendo di non fare.

Ecco un piccolo esempio: se vi dico di non pensare ad un GATTO CHE GUIDA UN MOTORINO. Cosa succede? Molto probabilmente la vostra attenzione si sarà fermata all’immagine del gatto che guida.

Eh si, davvero strano il nostro cervello! Più diciamo di “Non fare…”, “Non pensare…” e più avremo l’effetto opposto.

Qui degli esempi su come poter riformulare le frasi per ottenere il comportamento desiderato.

  • Al bambino che sta per far cadere qualcosa (ad esempio un bicchiere) dite: 

“Tieni stretto il bicchiere e quando avrai finito di bere appoggialo bene sul tavolo”

piuttosto che dire

“Non far cadere il bicchiere, stai attento/a!”

  • Al bambino che corre e rischia di cadere e farsi male provate a dire:

“Che ne dici di darmi la mano e correre insieme?”, oppure “quando finirai di correre ti farò vedere/provare… (distogliendo la sua attenzione su qualcos’altro e stimolando la sua curiosità)

piuttosto che dire

“Stai attento/a che cadi!”

 3) Dite sempre la verità

E’ importante dire la verità. Capita di mentire con le “bugie a fin di bene”, ma omettere la verità per proteggere i bambini può disorientali e mettere in crisi la loro fiducia nelle persone adulte. Del resto è sempre la difficoltà e l’incapacità a trovare una soluzione che spinge l’adulto a mentire.

Ci sono delle occasioni in cui l’adulto mente, ecco alcuni esempi:

  • “Se non mangi tutto ti porto dal dottore”

In questo caso si rischia di dipingere il medico come una figura pericolosa. E’ preferibile dire: “E’ importante che tu mangi tutto. Ho chiesto al pediatra che ti cura e mi ha detto che per farti stare bene devo cucinarti questo cibo”. Con questa frase si sottolinea come ci siano due adulti che si preoccupano per la sua salute.

  • “Esco un attimo ma torno subito”

Evitate di dirlo se state fuori tutto il giorno, È vero che il bambino non ha il senso del tempo, ma si mette in ansia se il tempo diventa tanto. Si consiglia di spiegare al bambino quanto tempo starete via da casa. Un buon esempio è quello di utilizzare le dita di una mano: “La mamma starà via tante ore quante le dita di una mano o di entrambe le mani”

Un altro metodo è la scansione del tempo in base a come è organizzata la sua giornata (ad esempio si alza, fa colazione, va dalla nonna, pranza, fa il riposino, gioca ai giardinetti e fa merenda). “La mamma arriverà dopo che avrai fatto il riposino”.

Non dimenticate l’importanza dei riconoscimenti positivi a fronte di specifici comportamenti ottenuti perché potenziano la capacità di fare e la disponibilità ad ascoltare e ad apprendere, purché i riconoscimenti siano davvero riferiti a fatti reali da premiare. In questo modo frasi come “Sei stato bravissimo”, “Sei proprio eccezionale”, “Non smetti mai di sorprendimi” consolidano il comportamento e inducono il bambino a riprodurlo.

 

Autore:

Stefania Massafra

Editor di Marshmallow Games

 

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