Come aiutare i bambini a superare la timidezza: consigli per i genitori

13 marzo 2017

La nostra Psicologa Miolì Chiung parla dei bambini timidi e da qualche consiglio ai genitori su come gestire questo aspetto caratteriale

Quante volte vi è capitato di vedere un genitore che invita il figlio a non essere timido? Magari in quelle situazioni in cui il bambino, al cospetto di qualcuno, si nasconde dietro le gambe della mamma oppure quando altri bambini si avvicinano per invitarlo a giocare e lui si ritrae o scappa via. Sono sicura che, almeno una volta, abbiate assistito a scene del genere e gli avrete detto, molto probabilmente, frasi come «Su, dai, non essere timido»,  «vai a giocare con gli altri bambini» oppure «dai, saluta il signore. Ti vergogni?».

Questo tratto della personalità viene percepito come problema: un problema per il bambino che, in un mondo dominato dalle relazioni, faticherà a socializzare con gli altri; e un problema per i genitori, che saranno portati a vedere quella timidezza come un loro fallimento educativo.

Niente di più sbagliato. Se un bambino è timido non è colpa di nessuno e, soprattutto, non è un problema. Si tratta semplicemente di un tratto caratteriale – ci sono bambini che nascono espansivi e socievoli e ce ne sono altri che nascono timidi e riservati.

È importante, quindi, che i genitori accettino questo tratto distintivo del carattere dei loro figli e, invece di spronarli a reprimerlo, li aiutino a gestirlo nel migliore dei modi.


Leggi anche “Il pupazzo preferito”: perché è importante per il bambino e cosa fare

La timidezza dei bambini

Ecco qualche consiglio:

Non parlate di timidezza davanti a lui

Se etichettate il bambino come ‘timido’, il bambino potrebbe avvertire questa parola come una critica e di conseguenze sentirsi diverso dagli altri. Quindi, davanti a episodi di timidezza, tranquillizzate il bambino e aiutatelo a sentirsi a proprio agio.

Non forzatelo

Piuttosto lodate i suoi sforzi per socializzare, per quanto piccolo possa sembrarvi (certamente per lui sarà uno sforzo da eroe). Evitate anche che siano i parenti a forzarlo.

Non isolatelo

Anche se potrebbe sembrare contraddittorio con quanto detto finora, cercate di non assecondare la sua timidezza: non tenetelo lontano dagli altri bambini, ma fatelo partecipare ad attività di gruppo, fategli praticare sport di squadra. Più un bambino timido verrà coinvolto e abituato a stare in gruppo più imparerà a gestire la propria timidezza.

Aiutatelo ad ambientarsi

Fate in modo che sia il contesto ad adattarsi al vostro bambino, e non viceversa, poiché è indubbiamente più difficile socializzare se si viene introdotti in un gruppo già formato. Detta così sembra una cosa difficilissima, ma non lo è. Provate a vederla così: se vostro figlio è invitato a una festa di compleanno, cercate di non arrivare per ultimi, quando tutti i compagni sono già lì ma arrivate il prima possibile, magari quando ancora ci sono pochi altri bambini, così vostro figlio avrà tutto il tempo di ambientarsi e sentirsi a proprio agio.

Ad ogni modo, non allarmatevi se vostro figlio impiega più tempo degli altri a fare amicizia potrebbe anche trattarsi di una fase temporanea che andrà via man mano che il bambino cresce o qualora si tratti di un tratto caratteriale potrebbe mitigarsi nel tempo.

Come ho già detto, la timidezza non rappresenta un problema, né un ostacolo alla crescita serena ed equilibrata dei bambini – a patto che dimostriate rispetto per questo aspetto del loro carattere. Aiutateli a gestire la timidezza, sosteneteli e preparateli ad affrontare il mondo facendo capire loro che il loro essere timidi non gli sarà d’intralcio.

Sentirsi a proprio agio con sé stessi e avere fiducia nelle proprie capacità sono le colonne portanti di una crescita armoniosa dei vostri bambini e possono edificarsi anche in un carattere schivo e riservato. Basta che siate voi genitori a gettare fondamenta solide e sicure.


Per ulteriore approfondimento leggi >>> Ogni scrigno custodisce un tesoro: come comportarsi con bambini timidi, articolo di Studio di Psicologia Salem

 

Autore:

Dott.ssa Miolì Chiung

Responsabile Studio di Psicologia Salem

www.studiosalem.it

About author Dott.ssa Miolì Chiung

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Miolì Chiung, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Nel 2009 fonda lo Studio di Psicologia Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura. Ha approfondito i suoi studi con numerosi master e corsi. Applicatrice Metodo Feuerstein e ottima conoscitrice della testistica psicodiagnostica dell’età evolutiva e adulta. Ama i libri, la cucina ma la sua grande passione è il mare!

 


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