Bambini gianburrasca: bambini vivaci o bambini iperattivi?

24 maggio 2016

La Neuropsicomotricista ci mostra i sintomi dell’iperattività, consigli e qualche attività di gioco per aiutare i bambini a contenerla

I bambini crescono e fanno esperienza del mondo attraverso il movimento e il gioco, il movimento stesso è gioco! Tutti i bimbi, specialmente quando sono molto piccoli, sono curiosi, hanno poco autocontrollo e scarso senso del pericolo. Talvolta questi comportamenti sono presenti in modo esponenziale e difficili da contenere.

Bambini vivaci o bambini iperattivi? 

I sintomi di iperattività

I sintomi di iperattività, che suggeriscono ai genitori di approfondire se si tratta di una situazione transitoria o se potrebbe esserci bisogno di un consulto neuropsichiatrico sono i seguenti:

  • Irrequieto, non riesce a star fermo su di una sedia
  • In classe si alza di frequente anche quando non dovrebbe
  • Corre e si arrampica in situazioni in cui è fuori luogo
  • Ha difficoltà a giocare tranquillamente
  • E’ sempre in movimento, come se fosse “attivato da un motorino” e i movimenti di mani e piedi non sono finalizzati ad un’azione specifica
  • Parla eccessivamente

Ad ogni modo, saper aspettare il momento giusto per agire, pianificare l’azione più adatta, mantenendo il focus su ciò che dobbiamo fare senza lasciarci catturare da stimoli (endogeni – che provengono da noi, o esogeni – provenienti dall’ambiente esterno) che non sono utili per portare a termine l’attività, non è cosa facile. Risulta ancor più difficile se non riusciamo a fermarci: fermare il movimento e fissare i propri occhi, orecchie (attenzione visiva e uditiva) e il proprio pensiero solo sull’attività in atto (attenzione selettiva) per un tempo abbastanza lungo (attenzione sostenuta).

Per tutti questi motivi è importante aiutare i bambini a riuscire in questa serie preziosa di processi che portano alla crescita e che sono necessari per l’apprendimento. Che siano bambini semplicemente vivaci, o bambini che hanno un particolare funzionamento cerebrale e comportamentale (ADHD – disturbo da inattenzione e iperattività), possiamo aiutarli a contenere l’iperattività, facendo in modo che imparino a rispettare il proprio turno, a tollerare i tempi di attesa e a restare vigili e pronti alla risposta. Possiamo aiutarli a contenere quei movimenti che porterebbero a distrarli.

Attività di gioco

Come aiutare i bambini a contenere l’iperattività?

Abbiamo una strategia vincente ovvero attività di gioco mirate a favorire l’emergere di queste abilità!


Leggi anche Bambini e gioco: un binomio essenziale per lo sviluppo psicofisico

Ecco alcune proposte:

  • Stella stellina o le belle statuine
  • Sacco pieno – sacco vuoto
  • Gioco della statua: si ‘modella’ la posizione del bambino, che deve cercare di mantenerla il più a lungo possibile
  • L’equilibrista: il bambino deve portare da un punto di partenza a un punto di arrivo prefissato (sempre più distante o con sempre più ostacoli in mezzo) una pallina sopra ad un vassoio, posizionato sulla propria testa, stando attento a non farla cadere, pena il dover ricominciare daccapo l’intero percorso
  • Giochi tipo ‘twister’
  • Giochi con le carte: ‘uno’ in cui bisogna ricordarsi di dire “uno!” nel momento in cui si resta con un’unica carta in mano.Vale un punto solo se ci si ricorda di dirla immediatamente
  • Gioco dell’oca e simili: questi, come i precedenti con le carte, hanno la peculiarità di insegnare al bambino a rispettare il proprio turno e l’alternanza con gli altri giocatori
  • Tomboline (colori, animali, suoni e parole, lettere e numeri, a seconda dell’età) in cui si abbia cura di cercare un po’ a lungo le tesserine dentro al sacchetto per aumentare i tempi di attesa
  • Giochi dei mimi: il bambino deve cercare di riprodurre in modo accurato il modello che sta imitando e cercare di indovinare quello prodotto da altri pensando bene la risposta prima di dirla. Aiutarlo facendo un count-down, in modo che possa rispondere solo trascorso un certo lasso di tempo. L’adulto a sua volta dovrà fare lo stesso, ad alta voce, prima di rispondere.
  • Scatole delle meraviglie: oggetti simili, messi in una scatola, il bambino dovrà usare bene il tatto, abbastanza a lungo, per cogliere le differenze e indovinare di che oggetto si tratta prima di tirarlo fuori dalla scatola e di verificare. Prima dei 5 anni il bambino difficilmente sarà in grado di tenere gli occhi chiusi, aiutarlo con una benda. Aiutare il bambino a capire che cos’è ponendo delle domande sulle caratteristiche dell’oggetto. In tutti i giochi proposti, in palio deve esserci qualcosa di molto interessante per il bambino, inizialmente a disponibilità immediata (un cioccolatino, una canzone che gli piace etc) e poi cercando di differire il premio nel tempo (una gita al parco la domenica etc al raggiungimento di 2 o più partite giocate correttamente).

E’ necessario che il gioco, una volta iniziato, venga terminato. Si consiglia di iniziare scegliendo giochi che si esauriscono in tempi abbastanza brevi, aumentando progressivamente il tempo dell’attività. Inoltre il premio ha come scopo finale quello di portare a termine il gioco facendo restare seduto il bambino per il tempo necessario, indipendentemente dal fatto che vinca oppure no.

L’importanza delle regole

Le regole vanno ricordate ogni volta che si inizia il gioco, e vanno rivolte al positivo. Per esempio è meglio dire “si sta seduti finché il gioco finisce” piuttosto che dire “non devi alzarti finché non abbiamo finito”. Queste sono alcune proposte attuabili da ciascuno e con tutti i bambini.

Attività apparentemente simili ma costruite su ogni bambino ed effettuate con determinate strategie cognitive e comportamentali sono invece da attuare con bimbi che dimostrino difficoltà specifiche di attenzione, impulsività e iperattività, in collaborazione con specialisti del gioco del bambino ovvero i terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

 

Dott.ssa Ilaria Palvarini

Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

www.incontropsicomotorio.it

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