Bambini e gioco: un binomio essenziale per lo sviluppo psicofisico

12 aprile 2016

Il gioco è un momento fondamentale per lo sviluppo del bambino. Qualche consiglio per i genitori che vogliono rendere il momento ludico positivo e formativo

Citare il rapporto tra bambini e gioco significa chiamare in causa un aspetto fondamentale per lo sviluppo del bambino (psicofisico). Fin dai primi mesi di vita il gioco rappresenta un mezzo essenziale per il bambino che punta a conoscere il mondo e che lo fa appunto in maniera squisitamente ludica, anche solo giocando con i capelli della madre o di chi lo tiene abitualmente in braccio.

Compito del genitore in queste fasi è assecondare l’approccio ludico, cercando di condividere i piccoli momenti di gioco quotidiano. Un esempio tipico è quello del bambino a cui vengono proposti dei giochi sospesi sul lettino e che si diverte quando si trova davanti agli effetti visivi e sonori. In questi casi è consigliabile che il genitore assecondi le prime risate del bambino, rendendo il momento ludico positivo e formativo.

Man mano che passano gli anni cambia chiaramente il modo in cui il bambino gioca ed è necessario che i genitori imparino a gestire questa evoluzione.

Il gioco e lo sviluppo del bambino 

Verso i 4/5 anni è nodale avviarlo al gioco autonomo, attraverso soluzioni pratiche che stimolino la sua creatività. Non è necessario mettere da parte i videogiochi, a patto che siano educativi, non violenti e che mettano in primo piano delle situazioni quotidiane positive, dei modelli utili ai quali ispirarsi.


Un esempio di gioco educativo che favorisce il senso del ritmo e della musicalità >>> Street Music Academy: Tutto è musica! 

In queste situazioni, durante le quali è necessario aiutare il bambino a sviluppare le capacità di simbolizzazione utili a capire la differenza tra gioco e realtà, il ruolo del genitore è di monitoraggio. Fondamentale è non perdere il controllo di quello che fa il bambino, ma è altrettanto importante non intervenire sempre quando lo si vede in difficoltà, in modo da aiutarlo a sviluppare autonomia e attitudine al problem solving.

In questa fase prescolare viene a galla un altro nodo essenziale per la crescita dei bambini e per il loro rapporto con il gioco. Di cosa si tratta? Della scelta delle attività extracurriculari, scelta che preoccupa molti genitori fin dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia.


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Tra i consigli che tendo a dare c’è il fatto di non esagerare, il bambino deve avere anche degli spazi di vuoto, di noia in certi casi, così da riuscire, tramite la propria fantasia e creatività, a trovare delle soluzioni per sopperire a questi momenti.

blockquoteGiocare è un cosa seria

Questa frase del grande Bruno Munari dovrebbe essere ricordata da tutti i genitori, perché riassume perfettamente il valore del gioco come veicolo formativo straordinario, il primo che consente al bimbo di conoscere il mondo e l’unicità del suo essere.

 

Dott.ssa Miolì Chiung

Responsabile Studio di Psicologia Salem

www.studiosalem.it

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