Bambini bilingue: consigli per un armonioso sviluppo linguistico

12 dicembre 2016

Vi mostriamo i vantaggi di crescere bambini in un contesto bilingue e alcuni consigli per potenziare la loro capacità di apprendimento

Essere bilingue significa essere in grado di parlare due o più lingue. Quali sono i vantaggi di crescere i propri figli in un ambiente bilingue? E cosa comporta? Quali i campanelli d’allarme per disturbi di comunicazione e linguaggio in bambini che parlano piu di una lingua?

Quando si parlano due o più lingue, una di esse può essere “più forte” dell’altra e ciò dipende molto dalle circostanze, dalle esperienze e dall’età in cui è cominciata ad avvenire una reale esposizione. Se entrambe le lingue sono state apprese dalla nascita o nel periodo precedente ai 3 anni di età, si parla di bilinguismo simultaneo, altrimenti la giusta definizione è di ‘bilinguismo sequenziale’.

Quando i bambini sono molto piccoli non hanno consapevolezza dell’esistenza delle lingue, ma possono già abituarsi a parlare “in un certo modo” e “in modo diverso” con il papà e con la mamma oppure a casa e a scuola, pur non sapendo di star utilizzando una diversa lingua.

Mano a mano che crescono, i piccoli raffinano questa abilità e diventano in grado di adattare sempre meglio il modo in cui parlano a seconda del contesto. Per questo motivo, non bisogna preoccuparsi se un bambino confonde una lingua con un’altra o inserisce delle parole straniere nel proprio discorso per potersi spiegare meglio: è il suo modo di essere creativo e di attingere al proprio ricco bagaglio linguistico. Lo facciamo anche noi adulti bilingue!

Rispettare i tempi dei bambini bilingue

E’ vero che i bambini bilingue sono leggermente più lenti ad acquisire nuove parole in ciascuna delle lingue che parlano se comparati ai coetanei monolingue. Ma, se si sommano le parole che il bambino bilingue comprende e usa in ciascuna delle lingue a cui è esposto, il loro numero  dovrebbe essere più o meno lo stesso di quelle che comprende e produce un bambino che parla una sola lingua. Per questo e errato pensare che il bilinguismo corrisponda ad uno svantaggio, anzi. Essere bilingue significa avere una migliore capacità di cogliere differenze linguistiche, essere capaci di imparare altre lingue più velocemente, essere più creativi della media e risolvere facilmente alcuni tipi di problemi grazie ad una maggiore flessibilità mentale.

Poichè vivo a Londra e lavoro in un centro di riabilitazione per bambini, tutti o quasi tutti i miei pazienti sono bilingue. La maggior parte di essi è scolarizzata e preferisce esprimersi in Inglese pur essendo influenzati da molteplici lingue e diverse culture in tutti gli altri ambienti (casa, Moschea, ecc.). Nella mia esperienza, sono i genitori quelli che possono aiutare moltissimo i figli bilingue ad avere uno sviluppo linguistico armonioso.

Consigli ai genitori che hanno bambini bilingue

Ecco alcuni consigli 

  • Il primo consiglio che do sempre loro è ‘Siate voi stessi’ e con questo intendo che bisogna che i genitori parlino ai figli nella lingua in cui si sentono più capaci. In questo modo è possibile esporli ad un “buon linguaggio”. Una volta acquisita una buona competenza, grazie ai genitori che hanno fatto da modello, i bambini riescono poi a generalizzare molto di quello che hanno imparato di una lingua anche alle altre lingue parlate (ad esempio alcune regole grammaticali).
  • Il secondo consiglio è quello di leggere tanti libri, non importa in che lingua essi siano scritti, per ampliare il numero di parole che i vostri figli conoscono e farli abituare alla presentazione di avvenimenti in sequenza.
  • Terzo importantissimo consiglio è di cercare di utilizzare sempre la stessa lingua in uno stesso contesto (es. a casa della zia), così da facilitare l’apprendimento.

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Tre gruppi di bambini bilingue

Guardando ancora un volta ai miei pazienti, e possibile suddividerli in tre gruppi:

  • Bambini anche molto piccoli più lenti dei coetanei nello sviluppare i vari suoni linguistici o nel linguaggio in generale (formare frasi, comprendere istruzioni) in tutte le lingue a cui sono esposti.
  • Bilingui sequenziali scolarizzati che impiegano troppo tempo a cominciare ad esprimersi in Inglese (>6 mesi) e a chiudere il gap con i coetanei  negli apprendimenti scolastici (>2  anni). Per questi bambini e essenziale essere valutati nella loro Prima Lingua per accertare che non ci siano tutt’ora o ci siano stati in passato problemi di linguaggio e comunicazione. Per questo, spesso ci avvaliamo di collaborazioni con Interpreti e/o Logopedisti bilingui come me. Nel mio caso, la mia collaborazione è essenziale per fornire un quadro completo delle competenze linguistiche dei bambini Italiani.
  • Bambini anche molto piccoli che non mostrano interesse a comunicare in nessuna delle lingue che conoscono.

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Se pensate che vostro figlio rientri in uno di questi tre gruppi è indispensabile che vi rivolgiate ad un logopedista formato sul tema del bilinguismo che sapra indicarvi il modo piu semplice e veloce per aiutare il vostro bambino a sviluppare a pieno il proprio potenziale e non lasciarsi frenare da problemi di linguaggio, articolazione o comunicazione.

La vostra logopedista bilingue.

 

Autore:

Emanuela Breglia

Logopedista e fondatrice della pagina facebook “Logopedista Londra”

About author Dott.ssa Emanuela Breglia

foto_emanuela breglia

Laureata in logopedia con 110 e lode e laureanda in “Advanced Practice” (trad. Pratica Avanzata) presso la City University of London, Emanuela lavora come logopedista a Londra con bambini bilingui presso un centro privato e si interessa di intervento precoce e bisogni speciali. Potete contattarla tramite la sua pagina facebook Logopedista Londra www.facebook.com/LogopedistaBilingue.

 

 


 

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