Bambini aggressivi: perché lo sono e come intervenire

30 maggio 2016

I bambini usano l’aggressività come modalità comunicativa e di crescita, le motivazioni del loro comportamento aggressivo sono svariate. Di seguito alcuni consigli per affrontare l’aggressività nei vostri bambini

Alcuni comportamenti dei bambini come graffiare, mordere o spingere altri bambini possono sembrare molto aggressivi per i genitori, ma quante volte vi siete chiesti perchè il bambino e così aggressivo?
I motivi possono essere vari. I bambini aggressivi nascondono dietro questo tipo di azioni sempre il desiderio di ricevere attenzioni e di essere ascoltati. Voi non lo immaginate (perchè preoccupati dal loro comportamento), ma i piccoli stanno cercando di dirvi qualcosa.

Secondo i maggiori studiosi di psicologia infantile crescere in sé è un atto aggressivo. I bambini usano l’aggressività proprio come modalità comunicativa e di crescita che si evolve di pari passo con la loro età e con lo sviluppo della loro comunicazione.

Perciò, mamme, non spaventatevi se a 9 mesi il vostro bambino cerca di strapparvi il naso o picchia i bimbi che gli fate vedere. Lo so a cosa state pensando “ecco, è tutta colpa dei nonni che gli fanno fare quello che vuole, così sarà un teppista da grande”. In realtà sta solo cercando un modo per mettesi in contatto con voi, ragion per cui bisogna effettuare una valutazione dell’aggressività in relazione all’età del bambino.

Nel primo anno di vita il bambino usa l’aggressività come modalità specifica di reazione alle frustrazioni (es: da delle botte agli oggetti che non gradisce) e come modalità di esplorazione dello spazio (es: sposta e getta bruscamente i suoi giocattoli). Queste sono attività comunque tipiche dell’età, mentre intorno ai due-tre anni con l’introduzione della parola “NO” nel proprio vocabolario inizia per lui un nuovo modo di crescere che gli permette di distinguersi dall’altro e di far valere la sua volontà.

Qual è la genesi di un comportamento aggressivo?

Un comportamento aggressivo (violenza cronica che può essere verbale o fisica) non avviene mai senza un contesto di riferimento ed inizia a manifestarsi durante l’infanzia per poi progredire nell’età adulta.
Le variabili da considerare sono molte, si va da quelle socio-economiche a quelle psicologiche, da quelle biologiche a quelle relative ai fattori di rischio collegati allo sviluppo.

Due elementi però risultano maggiormente influenti nel determinare l’attitudine del bambino nell’intraprendere un comportamento violento e sono:

  • La storia di apprendimento del bambino, (tutto quello che il bimbo apprende, anche quello che voi non sapete o non gli avete insegnato).
  • Le caratteristiche personali del bambino, (caratteristiche fisiche, la capacità di rispondere ad alcuni stimoli, emotività, ecc…).

Quello di cui dobbiamo parlare però è di quanto sia importante ed influisca lo stile genitoriale direttamente sul comportamento aggressivo dei figli. Quando un genitore esprime emozioni negative o quando sono presenti conflitti tra mamma e figlio, si crea un circolo vizioso in cui la negatività della madre produce nel bimbo alti livelli di rabbia e ostilità nella figura materna. In questo modo i bambini non riescono più a modulare le istanze aggressive portando all’insorgenza di comportamenti aggressivi anche verso i propri compagni di gioco.

Risulta quindi problematico lo stile autoritario, caratterizzato da poco affetto nelle relazioni ed elevato controllo. Il controllo da parte del genitore viene espresso attraverso punizioni fisiche senza che vi sia nessuna spiegazione per i comportamenti che hanno portato a queste. Questa modalità mette in atto, nel bambino, un meccanismo di comportamento basato sull’autorità che a sua volta il bimbo userà con il gruppo dei pari.


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I bambini aggressivi > cosa fare?

Ecco alcuni suggerimenti per affrontare l’aggressività del bambino:

Comportamento genitoriale

Un buon suggerimento è quello di utilizzare i comportamenti genitoriali per cambiare il comportamento del bambino. Siate per vostro figlio un buon esempio, fategli vedere come riuscite a risolvere questioni e momenti critici senza ricorrere all’uso di aggressività. I bambini sono delle spugne e sicuramente faranno tesoro dei vostri comportamenti.

Luoghi

Informarsi sui luoghi dove avvengono i comportamenti aggressivi: cosi facendo potete sapere quali sono gli eventi e i contesti scatenanti l’aggressività e concentrarvi sull’intervenire.

Ascolto

Ascoltate vostro figlio: sarà lui stesso a farvi capire dove si trova il problema, anche se non ve lo dirà a voce, voi sapete benissimo come è fatto e non avrete problemi a capire dai piccoli gesti e dai suoi sguardi cosa non va.

Attenzione ai media

La tv non è fatta per tutti allo stesso modo, controllate che vostro figlio (soprattutto se molto piccolo) non guardi programmi a lui non adatti e ricchi di violenza, i bambini procedono per imitazione e tenderanno a ripetere i comportamenti aggressivi e a farli propri credendo sia il modo giusto di approcciare le persone.

Rendere positiva la comunicazione

Suggerite cosa fare invece di cosa non fare: non sgridate continuamente il vostro piccolo ma piuttosto ditegli cosa deve fare per non avere un comportamento non adatto. I bambini vivranno il “no” come un’aggressione e tenderanno a comportarsi in maniera aggressiva a loro volta, mettendo in atto un circolo vizioso dal quale non ne uscirete facilmente.

Fare complimenti

Lodatelo quando non usa la violenza: il bambino si sentirà rinforzato e capirà che è il comportamento giusto da tenere.

Lo sport

Per i bambini più grandi è l’ideale, serve a liberare l’aggressività incanalata, questo anche perchè stancandosi fisicamente vengono meno le forze che sono necessarie per manifestare un comportamento disfunzionale.


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Con questi piccoli suggerimenti spero di esservi stata un pochino utile, posso dirvi solo da mamma/psicologa di avere molta pazienza con i vostri bimbi e di rivolgervi ad uno specialista se i comportamenti si prolungano nel tempo, ma soprattutto se toccano contemporaneamente vari contesti.

 

Dott.ssa Francesca Picchi

Mamma e Psicologa

Fondatrice di Attenta-Mente

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