Bambini con ADHD: riconoscere i comportamenti per un mirato intervento educativo

12 febbraio 2017

Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione ed Iperattività, ADHD (Attention-Deficit Hyperactivity Disorder) è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo di origine neurobiologica che interferisce con il normale sviluppo psicologico del bambino, per cui i bambini ADHD non riescono a orientare i propri comportamenti rispetto a quanto atteso dall’ambiente esterno.

Questo articolo lungi dall’essere una trattazione medica, lasciamo agli specialisti le diagnosi e alla ricerca in questo campo lo studio delle cause e gli aspetti relativi a questo disturbo; da insegnante, il mio interesse è riuscire ad individuare e comprendere i comportamenti che contraddistinguono il profilo del bambino con ADHD, per poterli segnalare precocemente in modo da poter intervenire attraverso un mirato intervento educativo in collaborazione con gli esperti e con la famiglia.

Quando si parla di disturbo

Sempre più spesso i bambini estremamente vivaci, vengono definiti impropriamente come bambini iperattivi, oppure al contrario succede di ridimensionare il disturbo scambiandolo per svogliatezza e vivacità.


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Quando possiamo parlare di disturbo?

Rivolgersi a degli esperti è sempre buona prassi: prima di imbattersi in diagnosi fai da te ė sempre bene ricordare che sono gli specialisti che effettuano le valutazioni, attraverso i test diagnostici.

Affinché si parli di disturbo i sintomi devono essere persistenti nel tempo, frequenti e presenti in diversi contesti. Nella maggior parte dei bambini i segni del disturbo si palesano in maniera più evidente con l’ingresso nella scuola, quando  i sintomi si identificano con la difficoltà ad aderire alle regole della convivenza.

Le manifestazioni più evidenti riguardano la difficoltà a mantenere l’attenzione e a controllare l’impulsività e il movimento (non necessariamente in egual misura). Tali manifestazioni, dunque, per essere attribuite ad un disturbo devono:

  • Essere più frequenti e più gravi rispetto ai comportamenti rilevabili nei bambini della stessa età;
  • Avvenire nei diversi contesti di vita (ad esempio sia a scuola che a casa);

i bambini ADHD > Le caratteristiche del disturbo:

1) Disattenzione

Uno dei sintomi è la disattenzione, intesa come incapacità nel mantenere per un periodo sufficientemente l’attenzione su un compito. I bambini con ADHD presentano problemi di attenzione soprattutto per lo svolgimento di compiti prolungati nel tempo o in attività che richiedano una discreta dose di flessibilità cognitiva e uso di strategie.

I sintomi di disattenzione, in molti casi, riguardano aspetti legati all’organizzazione e allo svolgimento di compiti scolastici per i quali le abilità di pianificazione e di auto-organizzazione giocano un ruolo fondamentale.

A scuola, i bambini manifestano evidenti difficoltà nel prestare attenzione ai dettagli, frequenti sono i così detti “errori di distrazione”, i lavori spesso risultano incompleti e disordinati e i bambini sembrano non ascoltare o “avere la testa da un’altra parte”. Si rimane facilmente colpiti dal disordine con cui il bambino con ADHD gestisce il suo materiale scolastico e dalla facilità con cui viene distratto da suoni o da altri stimoli irrilevanti.

Dunque è facile riscontrare in bambini con ADHD:

  • Interruzione dei compiti;
  • Facile distrazione causata anche da stimoli irrilevanti;
  • Frequente passaggio da un’attività ad un’altra;
  • Scarsa pianificazione.

2) Iperattività

Il termine iperattività si riferisce a un eccesso di movimenti, anche secondari, irrilevanti rispetto al compito o continui movimenti caratterizzati da  irrequietezza, che non sono determinati da una predisposizione del soggetto alla motricità ma trattasi di un eccessivo ed inadeguato livello di attività motoria o vocale.

Il bambino iperattivo manifesta continua agitazione, difficoltà a rimanere seduto e fermo al proprio posto: è sempre in movimento sia a scuola che a casa, durante i compiti e il gioco. I bambini con ADHD sono di solito descritti spesso come dei  “motorini”, muovono continuamente le mani o i piedi, non riescono a star seduti o a star fermi quando le circostanze sociali lo richiedono. In alcuni casi parlano continuamente e/o con tono alto. I movimenti di tutte le parti del corpo non sono armonicamente diretti al raggiungimento di uno scopo preciso.

Sono sempre caratterizzati da:

  • Eccessiva irrequietezza incongrua (alzarsi, correre, chiacchierare continuamente, fare rumore, agitarsi, dimenarsi);
  • Gioco rumoroso e disorganizzato;
  • Eccessive verbalizzazioni;
  • Difficoltà a stare fermi.

3) Impulsività

Il comportamento dei bambini impulsivi è caratterizzato da risposte scarsamente regolate.

Alcuni bambini sembrano rispondere agli stimoli che ricevono dal contesto in modo inappropriato, “agiscono senza pensare”, fanno fatica ad aspettare il proprio turno e si intromettono a sproposito. I bambini impulsivi tendono a rispondere troppo velocemente, a scapito dell’accuratezza.

  • Scarsa capacità di riflessione
  • Difficoltà a rispettare il proprio turno
  • Tendenza ad interrompere gli altri e ad intromettersi nei loro discorsi

4) Disturbi associati

L’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere, e delle richieste dell’ambiente, molto spesso si associa con altre difficoltà:

  • disturbi di apprendimento
  • disturbo oppositivo – provocatorio di carattere emotivo – relazionale

Il comportamento disattento e impulsivo compromette le performance del bambino a scuola rispetto al livello generale della classe: dall’acquisizione della abilità strumentali di letto-scrittura allo sviluppo di competenze ludiche e sociali. Nei bambini con ADHD infatti vengono notate delle difficoltà nel fare nuove amicizie e nel mantenerle, solitamente tendono ad essere più polemici, dominanti, aggressivi e instabili. Faticano a rispettare le regole, anche durante il  gioco, che può portare al rifiuto e all’isolamento sociale, inoltre la loro impulsività può influire sulla capacità di elaborare gli indizi socialmente rilevanti.

Ecco perché è molto importante, a mio avviso, puntare sullo sviluppo delle abilità sociali e sulle relazioni, e attivare strategie che aiutino a rafforzare l’autostima e aumentare la motivazione. Ė molto importante rinforzare sempre e valorizzare positivamente ogni traguardo raggiunto, sostenendolo e guidandolo nell’organizzazione verso una sempre più maggiore consapevolezza.

 

Autore:

Carmela Pagano

Insegnante di Scuola Primaria e fondatrice dello spazio www.laborartorio.it

About author Dott.ssa Carmela Pagano

Insegnante Carmela Pagano

Carmela Pagano, insegnante di Scuola Primaria, laureata in Storia dell’Arte, appassionata di Arte e Fotografia; esperta in Arteterapia si è e specializzata con un Master in: “ Video Fotografia Teatro e Mediazione Artistica nella Relazione d’Aiuto”. In continuo aggiornamento, ha frequentato diversi corsi su temi che riguardano la didattica, l’ apprendimento, l’ inclusione e i disturbi in età evolutiva (disabilità, didattica speciale, disturbi di apprendimento, ADHD, autismo) Ha ampliato la sua formazione con un corso di specializzazione “Operatore dell’Integrazione scolastica dei diversamente abili, Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione”, grazie al quale ha svolto attività di assistente e coordinamento dell’ Area socio-educativa in diversi progetti di inclusione, e un Master, diretto da Cesare Cornoldi, in “Didattica e psicopedagogia per alunni con deficit di attenzione e iperattività (ADHD)”, presso l’Università di Padova. Gestisce uno spazio nel quale condivide esperienze e riflessioni: www.laborartorio.it

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