Attacchi di panico nei bambini: cause, sintomi e cosa fare

24 gennaio 2017

La Psicologa Miolì Chiung parla degli attacchi di panico nei bambini. In questo articolo le cause, i sintomi e come comportarsi 

Gli attacchi di panico sono brevi episodi di ansia, che assumono le caratteristiche di un vero e proprio terrore e per questo possono avere ripercussioni sulla propria serenità.

Un bambino può avere paura che l’attacco si ripeta, cerca insistentemente la rassicurazione del genitore, ha una paura generica che accada qualcosa di brutto, o addirittura nei casi più estremi può aver paura ad uscire di casa. La grande difficoltà per un bambino sta proprio nel riuscire ad esplicitare le proprie sensazioni. Per questo è ancora più importante conoscere i sintomi tipici di un attacco di panico nei bambini.

Sintomi degli attacchi di panico

I bambini piccoli, a differenza di adulti e adolescenti, manifestano, durante un attacco di panico, sintomi più fisici che emozionali: mal di pancia, mal di testa, tachicardia, senso di soffocamento, nausa, tremori, sudorazione, difficoltà di respirazione; spesso questi sintomi sono accompagnati anche da agitazione intensa o rabbia incontrollata. Chiaramente lo specialista, prima di parlare di un disturbo vero e proprio, dovrà indagare a fondo sui suddetti sintomi, per escludere tutte le altre ipotesi di natura medica che potrebbero causarli.

Cause degli attacchi di panico

Gli attacchi di panico nei bambini, così come negli adulti, si presentano inaspettatamente, senza che vi sia una causa scatenante certa facilmente individuabile. Non esiste poi una sola causa responsabile dell’attacco di panico, bensì più cause che insieme concorrono all’insorgenza di esso, tra cui:

  • Predisposizione biologica: bambini che soffrono di attacchi di panico hanno molto probabilmente parenti affetti dallo stesso disturbo. Ciò non significa che manifesterà sicuramente un disturbo d’ansia, ma che sarà probabilmente più portato a vedere come catastrofiche le situazioni ed emozioni negative provocate dall’ansia, e nel caso in cui si aggiunga anche un evento particolarmente stressante, è possibile che si inneschi un attacco di panico.
  • Stress: fisico (lunghe ospedalizzazioni o malattie invalidanti) o psicologico (la nascita di un fratello, il divorzio dei genitori, un lutto importante). Questi cambiamenti significativi possono creare sensazioni di forte stress tipiche dell’ansia, che a loro volta spaventano il bambino finendo per creare un circolo vizioso, che culmina con un attacco di panico.

Come ridurre le situazioni di stress

È importante cercare di ridurre le situazioni di forte stress per il bambino, ad esempio passando del tempo con lui all’aria aperta, osservando e ascoltando i suoni della natura. Sarebbe meglio evitare tv e computer, che sovra stimolano il bambino producendo spesso paure irrazionali attraverso immagini non sempre a lui comprensibili. I genitori devono aiutare il proprio figlio a verbalizzare le sue difficoltà e le sue emozioni, sia positive che negative.


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Cosa fare se vostro figlio ha un attacco di panico

Durante un attacco di panico conviene aspettare che passino quei 10 secondi circa di attacco per poter poi provare a tranquillizzare il bambino. Se il bambino sa parlare è importante provare a chiedergli cosa sia successo  ma se è piccolo difficilmente riuscirà ad esprimersi, per questo sia la mamma che il papà devono rasserenarlo spiegandogli di aver compreso il suo stato d’animo, la sua paura e la sua angoscia.

In base all’intensità e alla frequenza degli attacchi, i genitori possono decidere di chiedere aiuto ad uno specialista, che indagherà con il bambino alla presenza dei genitori per capire cosa possa causare questi attacchi.


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Autore:

Dott.ssa Miolì Chiung

Responsabile Studio di Psicologia Salem

www.studiosalem.it

About author Dott.ssa Miolì Chiung

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Miolì Chiung, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Nel 2009 fonda lo Studio di Psicologia Salem, un progetto di ampio spessore incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura. Ha approfondito i suoi studi con numerosi master e corsi. Applicatrice Metodo Feuerstein e ottima conoscitrice della testistica psicodiagnostica dell’età evolutiva e adulta. Ama i libri, la cucina ma la sua grande passione è il mare!

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