App educative, come e quali scegliere: il punto di vista dell’esperto

18 marzo 2016

Consigli su come e quali app scegliere per il vostro bambino. Intervista a Roberta Franceschetti, un esperto del mondo del digitale

Se anche voi avete in casa dei piccoli nativi digitali che al vostro smartphone proprio non sanno rinunciare correte ai ripari e leggete questa utile intervista che farà luce su come scegliere le app per i nostri bambini, quanto tempo lasciare che gli dedichino durante la giornata e quali contenuti sono da considerarsi più educativi. 

Ecco un’altra preziosa intervista a Roberta Franceschetti, editrice, recensionista e fondatrice di Mamamò.it, un famoso blog che da anni accompagna con professionalità ed obiettività i genitori nella scelta dei giusti contenuti digitali da sottoporre ai loro bambini.


Leggi anche Come scegliere le app per i nostri bambini: consigli di un esperto.

App educative

 Quanto tempo andrebbe concesso da trascorrere davanti allo schermo?

Prima si faceva riferimento al famoso Tempo Schermo, concetto creato dall’American Academy of Pediatrics che imponeva nessuno schermo fino a 2 anni e dopo i 3 anni un massimo di 2 ore al giorno tra tutti gli schermi (pc tablet, cellulari e tv). In realtà ora anche i pediatri americani hanno ammorbidito le proprie linee guida consigliando ai genitori di badare al tempo che i bambini passano davanti allo schermo, ma soprattutto guardare che cosa fanno, di quali contenuti fruiscono.

Io, di fronte agli studi che stanno uscendo sono sempre abbastanza prudente, è giusto che vengano portati avanti, ma è anche giusto che i risultati che emergono vengano presi con le pinze, perché siamo ancora in un momento giovane nella vita dei media digitali, specie dei dispositivi mobile, che sono quelli che hanno avuto un impatto più importante sui bambini, perché il pc è più difficile da utilizzare per un bambino in età prescolare, ad esempio, mentre un bambino di 2 anni utilizza tranquillamente uno smartphone o un tablet. Si trovano molti studi con risultati anche contraddittori tra di loro, anche di Università o centri autorevoli. È una fase, probabilmente, troppo precoce per dare dei risultati definitivi da questo punto di vista, bisognerebbe aspettare che la generazione nata insieme al tablet sarà un po’ più cresciuta.

Sei a favore dell’introduzione dei tablet all’interno delle scuole?

Si, sono a favore dell’introduzione della tecnologia nelle scuole, ovviamente, ma il punto fondamentale è la formazione degli insegnanti. Se non formiamo gli insegnanti è inutile introdurre la tecnologia in classe perché non verrà utilizzata, verrà sprecata.

Come dovrebbero essere le app per bambini per essere definite “app educative”?

Dipende dal genere delle applicazioni, ci sono applicazioni con un taglio più educativo, altre con un taglio di intrattenimento.

Noi di Mamamò abbiamo stilato una serie di criteri che abbiamo usato per valutare le applicazioni, che sono gli stessi che usiamo per fare le recensioni. Partono dalla qualità tecnica: app ben realizzata, che non si chiuda e che non abbia bug, per poi approfondire le caratteristiche qualitative (comuni alla letteratura per l’infanzia): animazioni ben fatte ed espressive, bella grafica, belle illustrazioni.


Qui un esempio di un entusiasmante gioco educativo che favorisce il senso del ritmo e della musicalità >>> Street Music Academy: Tutto è musica!

È chiaro che se parliamo di un’app educativa è molto importante l’aspetto delle rewards, cioè il fatto che il bambino riceva delle risposte incoraggianti alle proprie azioni e che il processo di apprendimento sia, quindi, incoraggiato e rinforzato.

Fondamentale è l’engagement, cioè il fatto che l’app sia in grado di catturare e rendere partecipe il bambino fin dall’inizio e lo porti ad andare avanti nei vari livelli di gioco. Spesso i generi, nelle app, non sono così netti. Il processo di gamification è in atto in tanti generi, dal libro all’app educativa, quindi il fatto che ci sia una componente ludica è abbastanza trasversale. La cosa fondamentale per i bambini è che ci sia un’interfaccia ben disegnata, intuitiva, è importante che il bambino non abbia bisogno dell’aiuto di un adulto per utilizzarla, ma che riesca a fare da solo.

È lecito lasciare un bambino solo con il tablet?

È lecito lasciarlo, ma non abbandonarlo e comunque accanto alla dimensione di autonomia nell’uso del tablet ci deve sempre essere un momento di condivisione, quindi il momento in cui il genitore gioca, sceglie, legge insieme al bambino, è un processo educativo anche quello. La presenza dell’adulto accanto al bambino quando è di fronte ad uno schermo è fondamentale, non sempre, ma ci deve essere.

TV vs app ludiche. Quale fra questi due strumenti di intrattenimento preferisci per tuo figlio?

Io credo che il futuro dei due strumenti convergerà. Già mio figlio guarda dei contenuti video sullo smartphone o sul pc (YouTube). I video e le app di video sono in cima alla classifica dei contenuti preferiti dai bambini. Il consumo della tv è in calo, lo dice anche un’indagine doxa del 2014, regge ancora abbastanza bene nei bambini molto piccoli, ma nei bambini alle elementari scende a favore dei dispositivi mobili. Di fatto io vedo una televisione che diventerà sempre più interattiva. Attualmente tra la tv tradizionale e il tablet io preferisco il tablet perché ha una dimensione interattiva che la tv non ha, la tv ha una fruizione passiva. È chiaro che poi in tv ci sono dei contenuti fatti bene, molto belli, che io ad esempio ho sempre fatto vedere a mio figlio, dipende anche lì dai contenuti.

Secondo te le app che contengono una parte narrativa quanto sono efficaci per i bambini nella fascia di età 3-5 anni?

La parte di narrazione è fondamentale dal punto di vista educativo è molto importante, ci sono diversi studi che sottolineano come la narrazione e la lettura in tenera età, qualcuno dice fin da quando il bambino nella pancia della mamma, contribuiscano allo sviluppo del bambino. È chiaro che anche nel momento in cui si avvicinano ad uno strumento digitale, dovrebbero avvicinarsi anche alla lettura. Il problema adesso è che i libri in digitale o le app con componente narrativa spesso sono la fotocopia di quelli di carta, un’app libro è qualcosa di diverso e dovrebbe essere concepita in modo diverso. Ci sono delle ottime app per bambini molto piccoli con una componente narrativa, ma è chiaro che devono rispettare l’idea che leggere a schermo è una cosa diversa, anche per un bambino molto piccolo.

Per i bambini in età prescolare la cosa importante è anche il fatto che quando leggono a schermo non hanno bisogno necessariamente che ci sia un adulto perché con la funzione dell’autoplay il bambino piccolo che non sa leggere può ascoltare una storia anche se il papà e la mamma non sono li presenti e questo può incoraggiare il bambino a fare da solo, può renderlo più sicuro. È chiaro che poi l’interazione con il genitore è sempre fondamentale.

La presenza del genitore e la condivisione anche dei giochi sono fondamentali. Il problema che dicevi prima “i bambini si avvicinano alla lettura o preferiscono i giochi?”: i bambini preferiscono quello che li cattura e li diverte, può essere un libro ben fatto o un gioco, se noi gli proponiamo solo i giochi sceglieranno quelli.

 

Intervista a Roberta Franceschetti

Fondatrice di Mamamò.it

Per conoscere meglio il lavoro di Roberta potete visitare il sito www.mamamo.it o la sua pagina facebook https://www.facebook.com/mamamo.it.

 

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